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  Serendipity
Nella NEWSLETTER di Bottega della formazione di GENNAIO 2013 si legge:

Cambiamenti, trasformazioni, nuovi temi. 1-Guardarsi attorno : ‘Copernico a Bologna’
2-Perché Galileo insegnava a Padova?
3-A Sant’Agostino , oggi paese terremotato, era presente una sorta di filiale di vendita presso la Villa Ghisilieri.
4‘A partire dal primo marzo 1781, da Verona partì una ‘lettera circolare’ indirizzata ai maggiori scienziati…
5-Per ricordare le Torri crollate di Finale Emilia auspicandone la loro ricostruzione.

 
Quattro conferenze al Museo Civico Medievale di Bologna, Sala del Lapidario, il 23 e 30 gennaio e il 6 e 13 febbraio 2013, ore 17. A cura del Comitato per Bologna Storica e Artistica, Musei civici d’Arte Antica di Bologna, Assessorato alla Cultura di Finale Emilia e Gruppo di Studi “Fluttuanti-2012”: G.Paltrinieri, A.Pisa, G.Dallolio.
 

 


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Bottegadellaformazione - notizie giugno- luglio 2012

Bottega della Formazione - Notizie Giugno- Luglio 2012

www.bottegadellaformazione.it

 

 
TERREMOTO
 
Finalese urbanizzato altrove, ho visto solo alla televisione la torre dei Modenesi dimezzata in verticale con il quadrante dell’orologio tagliato in due con precisione chirurgica dalla potente sciabolata tellurica.
Poi un’altra scossa e il crollo definitivo.
Difficile resistere alla tentazione della metafora: anche una torre, pilastro del tempo -dai secoli ai minuti- ha dovuto attraversare la sua agonia (=lotta) prima di tornare , essa pure, alla terra da cui proviene.
Correvano gli ultimi anni 40, ancora freschi della catastrofe bellica, ma già pieni di fervori di rinascita. Con gli amici abbiamo giocato a pallone qualche volta sulla strada (poco traffico allora) davanti alla Torre  usciti dalla nostra terza media, cento metri più in là: di mercoledì, giorno di mercato, le nostre lezioni terminavano alle 11. Commozione e dolore a guardare le cose dalla lontananza televisiva.
Angoscia e terrore per chi è nel terremoto: manca la terra sotto i piedi e saltano le coordinate della ragione, sopraffatta dall’angoscia.
 La madre terra fulmineamente matrigna: catastrofe imprevedibile e incalcolabile; moralmente insopportabile il figlicidio che promana dalle sue viscere  (parliamo del senso comune: ma anche gli scienziati devono cimentarsi con la povertà delle loro statistiche). Letteralmente : il terremoto è impensabile.
Nella guerra c’è almeno il vantaggio di una certa prevedibilità degli accadibili e la possibilità di odiare il nemico: la guerra è paranoica; il terremoto è schizofrenico: inutile predicare un poco di logica nei comportamenti immediati: fermi dove siete durante la scossa, al massimo piazzatevi in piedi sotto un architrave o accucciatevi sotto un tavolo; prima di scappare aspettate che gli oggetti intorno a voi abbiano finito di cadere: c’è generalmente un intervallo prima della prossima scossa: scappate allora.
Inutile: per tutti il terrore è cattivo consigliere. Il terremoto è un monumento al Caso, il nome che diamo al limite, fatale e invalicabile, del potere umano: il segno della fragilità di tutti e di ciascuno. Mal comune: che, se non è, come si dice, mezzo gaudio, sia almeno un potente fattore di solidarietà e comunanza: una virtù che a noi italiani sembra riconosciuta nel mondo intero. Peccato che occorrano i terremoti perché gli umani scoprano, e riscoprano, l’uguaglianza dei diversi dietro l’infelicitante diversità degli uguali.                                                                                                                        
Infine, poiché l’esperienza del cataclisma sconquassa il principio di realtà, i terremotati devono sapere che per molti mesi anche dopo che la crosta sotto i piedi sarà pacificata, avranno incubi, con difficoltà a distinguere la realtà(mondo ad occhi aperti) dal sogno(che è mondo ad occhi chiusi).
Non ce ne spaventiamo: a tutte le ferite occorre tempo per diventare cicatrici.
Si ricostruiranno torri, campanili, chiese e capannoni: ma sui muri debitamente -come nei cimiteri- una lapide in memoria.

Gino Zucchini
Psichiatra, psicanalista

 

1- Viaggi di svolta: turismo d’ascolto e di presenza nella bassa-modenese

Le storie che il terremoto ha fatto conoscere al mondo (celebre la foto della Torre dei Modenesi di Finale in prima pagina sul Financial Times di Londra) riguardano la storia e l’economia di comunità come Finale, Mirandola, Carpi, Novi, Rovereto, San Possidonio, Camposanto, San Prospero Concordia, Cavezzo, Medolla, San Felice, Camposanto, Rivara, Cadecoppi, Bondeno, Scortichino, Casumaro,  Sant’Agostino, San Carlo, Buonacompra, Cento, e molte altre.. Solo alcuni di questi nomi sono noti al grande pubblico,  altri  lo sono diventati e tutti devono restare noti: durante  gli anni della ricostruzione il pubblico deve essere informato e stimolato a sviluppare conoscenza su questi luoghi.


2- Turismo culturale nei luoghi del terremoto (per associazioni).

Le associazioni si contano a centinaia in ogni provincia e di frequente sono rappresentate in siti e newsletter. L’opinione pubblica costituita da associazioni - culturali , professionali, imprenditoriali, sportive, religiose – è il target principale di questo tipo di turismo. L’ offerta turistica – termine improprio ma efficace – va realizzata  da chiunque abbia idee, competenze  e volontà . In particolare i formatori hanno competenze e strumenti per occuparsene.


3- Il contatto con le Associazioni

Un gruppo di giovani laureati in storia dell’arte mise a punto un pacchetto turistico con una forte componente formativa: 15 giorni in un territorio con 4 ore di lezione giornaliera e turismo e svago per il resto della giornata. Questo pacchetto fu presentato a diverse associazioni di dirigenti in pensione di un paese del nord Europa. Una di queste ha accettato ed ha acquistato la proposta, con benefici collettivi: docenti, clienti, albergatori, musei, commercianti. Altre esperienze riguardano tour operator che propongono viaggi studio attraverso conferenze con esperti . Queste e altre iniziative  insegnano che l’incontro con le Associazioni deve avere un carattere  diretti e comporta un investimento in tempo: bisogna fare capire le ragioni del viaggio.


4- Per dare senso al viaggio

I formatori sanno ‘creare aule’ attraverso tipiche competenze professionali. Attraverso storytelling, teatro, cinema, immagini, produzione di testi, outdoor..  i formatori possono creare originali ‘pacchetti turistici’ e combinarli con competenze presenti sul territorio: amministratori pubblici, insegnanti, artisti ,  storici , rappresentanti della vita religiosa, artigiani,industriali ,commercianti , agricoltori, professionisti.
 
 
 
Se dico ‘gioco’ non è più fatica
 
..se uno non porta in ciò che fa un tanto di diletto,anzi si lascia convincere del contrario, male gli è stato fatto e male egli si fa.
Poi sgorga un consiglio : qualunque cosa tu faccia, mescola un tanto di lavoro, un tanto di gioco ed un tanto di studio.
Come studio, anche la ripetizione acquista il fascino del migliorare, del perfezionarsi. Recentemente mi ha offerto uno splendido esempio di questo un casellante autostradale. Si esce dall’autostrada e si paga il pedaggio.
Il casellante fissa il guidatore e gli chiede ‘Posso fare una scommessa come lei? Lei non vuole la ricevuta’.
In effetti questi non la voleva. Ed il casellante continua ‘Vede, da questa mattina ho sbagliato solo due volte!’. Intervengo: ‘Come fa?’’E’ semplice. Intanto vedo dove il guidatore tiene i soldi, sul cruscotto o in tasca.
Poi come riprende e me li porge, attento o distratto. Poi se mi guarda o gira la testa. Ci sono tanti segni, non è difficile’.
 Bravissimo, aveva trasformato un lavorucolo sgradevole in studio e gioco, con scommessa e gioia di viverla.
Intervistando i grandi delle direzioni aziendali o commerciali, delle cliniche, dei pensieri,etc.,ci si sente spesso rispondere che non hanno mai saputo se lavoravano , studiavano o giocavano.
E per lo più hanno la faccia contenta.
Anche lo studio diventa sorgente di diletto, già come espansione di sé, della propria energia mentale*, ogni qualvolta il pezzetto nuovo, appreso, trova accoglienza nella rete dei rapporti già costituiti, quale alimento di intelligenza.

Silvio Ceccato
, Ingegneria della felicità. Per vincere i grandi piccoli nemici che s’annidano nella mente, Rizzoli 1985 pag.47

*”Diverso è il caso dell’ energia mentale che è locuzione che si fa capire e apprezzare ma di difficile gestione. Troppe le occasioni di dispersione , è facile distrarsi, sfuggire dalla fatica della concentrazione e passare ad altro .
Il semplice gesto di mettersi davanti agli occhi uno scopo-oggetto, quindi un compito, produca il vantaggio della concentrazione”
(si veda alla voce etimologica ‘SCOPO’ pubblicata sul sito www.bottegadellaformazione.it)
 
 
 
 
Segnalazioni

Merano , 24°Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Formatori
24-25-26 settembre 2012
Il programma è in www.aifonline.it

 

 

 
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