Bottega della Formazione - Notizie Aprile-Maggio 2012
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‘Certe notti mi svegliavo per correre a segnare una correzione decisiva,
che poi portava con sé una catena interminabile di spostamenti.
Altre notti mi coricavo col sollievo d’aver trovato la formula perfetta;
e al mattino appena alzato la strappavo’
Castello dei destini incrociati (pag.20)
‘Il mondo esterno è sempre là e non dipende dalle parole,
anzi è in qualche modo irriducibile alle parole,
e non c’è linguaggio, non c’è scrittura che possa esaurirlo’
Mondo scritto e mondo non scritto (pag.84)
“ Ogni vita è un’enciclopedia , una biblioteca,
un inventario di oggetti, un campionario di stili,
dove tutto può essere continuamente rimescolato
e riordinato in tutti i modi possibili’
Lezioni americane: molteplicità (pag.41)
Le pagine si riferiscono ai commenti in
Marco Belpoliti
L’occhio di Calvino,
Einaudi 2006
‘Che strana , delirante sensazione mi invade quando mi rendo conto di avere passato interi giorni davanti a questo calamaio,
senza avere nulla di meglio da fare,
annotando a casaccio tutti i pensieri strampalati che mi passavano per la testa’
Kenko, Momenti d’ozio, Adelphi ed.1975, (pag.25)
“Quando le cose non sono semplici e non sono chiare,
pretendere la chiarezza,la semplificazione a tutti i costi
è faciloneria. E proprio questa pretesa obbliga i discorsi a diventare generici,
cioè menzogneri.
Invece lo sforzo di cercare di pensare e d’esprimersi
con la massima precisione possibile proprio di fronte alle cose più complesse
è l’unico atteggiamento onesto e utile”
Italo Calvino, Una pietra sopra, Einaudi 1980
1-Cosa me ne faccio di sapere che a Pergamo….
E’ forse possibile incasellare in un uso funzionale, operativo, pragmatico la lettura veloce del quotidiano o l’incontro casuale con il parere o con il commento di una persona, oppure la cattura di uno spunto occasionale di conoscenza che a Pergamo…. si cominciò ad usare la pelle di ovini seccata e levigata come materiale scrittorio , da cui Pergamēna (membrāna)?
E se scopro che all’origine c’erano i rapporti guastati con l’Egitto e quindi circolava poco papӯrus? Come possa utilizzare questa informazione non lo so. La cosa mi venire in mente, senza correlazione alcuna né con pergamena né con il papiro, che un’azienda americana produsse il cellucotton nel 1914, all’epoca della prima guerra mondiale, come sostituto del cotone e che altre applicazioni tra le quali il kleenex (del 1924) nacquero per utilizzare le grandi quantità del cellucotton reso disponibile per la fine della guerra.
2-Ma queste sono solo curiosità, ben altro…..
Se per termine cultura materiale si intende anche coltivare conoscenza (da colĕre oltre che coltivare anche cultura, colono, culto) sul come siano fatte le cose, si può indagare sul sostantivo ‘materia’ .
Matĕrĭa in latino significava tutto quanto serviva per edificare e costruire : dalla matĕrĭa ferrea al legno da costruzione ( lĭgnum era ‘legno per il fuoco’,da *leg-nom, sostantivo del participio passato di legĕre nel significato di ‘cosa che si raccoglie’).
Māter generatrice, origine, matrice è all’origine di materia.
Il grosso errore, quindi madornale, trova nel ramo più grosso dell’albero la sua origine.
Occuparsi ( o curiosare) della materialità degli oggetti è un modo per capire qualcosa di quello che sta sotto ( substāre) . Ad esempio a proposito delle batterie al litio, dalle quali dipendono buona parte degli utenti di telefoni cellulari, si legge che il litio chiamato così dal chimico svedese Berzelius nel 1817 per l’aspetto petroso (da líthos pietra in greco) dell’ alcali contenente il litio.
Per alcali dall’arabo al-qalī si intende una sostanza capace di formare sali con gli acidi.
3- Dare un nome alle cose
Poiché i dizionari contengono i nomi delle ‘cose’ (per le citazioni precedenti è stato usato L’Etimologico di A.Nocentini) averli a disposizione significa frequentare la cultura materiale. Non c’è sostantivo che non racconti una storia. Leggendo il sostantivo stipendio , nel dizionario di D.Olivieri, si trova che il verbo latino stipare è affine al greco stìpho, pigiare, calcare, all’inglese stiff, rigido, duro (da cui l’inglese stop fermare) , si trova in stipula ‘stelo dei cereali’, pagliuzza (spezzando la quale, simbolicamente il contratto era ‘stipulato’ ), stipite (tronco, palo) e infine nella piccola moneta romana stips che veniva stipata nella cassetta per le elemosine davanti ai simboli del culto.Stipi-pendium (poi stipendio) significava pendĕre‘pagare’con stips ‘piccola somma di denaro (con periodicità )
4- Che fare di questa conoscenza..?
Nulla, non c’è bisogno di farne nulla. E’ una conoscenza gratuita (parola che si contrappone a mercen(n)ārĭus ‘assoldato, ingaggiato a pagamento)che può trovare posto nella memoria del cultore di conoscenze assieme ad un grazie virtuale come segno di riconoscenza per chi ha coltivata e diffuso tale conoscenza.
5- Metafora e metafisica
Concetti e parole che meritano attenzione.
Nella pratica della formazione , l’uso della metafora è frequente.
Metafora ‘è la figura retorica che consiste nella sostituzione di un ‘termine proprio’ con uno figurato e che ha col primo un rapporto di somiglianza. Dal greco metaphorá, propriamente ‘trasferimento’, dalla radice di metaphérō ‘trasportare, trasferire’, derivato di phérō ‘portare’col prefisso greco metá ‘dopo, oltre’, corrispondente al latino trans ‘.
Metafisica è un’area di riflessione filosofica di grande ampiezza e complessità.
Metafisica ‘è ogni dottrina che cerchi di dare una spiegazione delle cause prime. Dal dal greco tà metà tà physiká ‘dopo la fisica’, titolo dato alle opere di Aristotele sulle cause prime, che venivano dopo quelle sulla natura (citazioni tratte da L’Etimologico di A.Nocentini).
Le due parole rimandano ad un oltre (dal latino arcaico uls ‘al di là’, dalla radice *ol-, che si riferisce all’oggetto lontano dal parlante e che è alla base del diminutivo ille ‘quello’) e invitano all’eventuale recupero di studi scolastici (filosofia o storia della filosofia) o allo studio della filosofia tout court.
Usandole per fare ricerca sul web e sui libri di filosofia appaiono : Aristotele, Campanella, Gadamer, Jaspers.. e le loro opere.
Cosa me ne faccio di sapere cosa dicono questi autori….Si torna al punto 1 di questa nota, iniziata con la pergamena e con il kleenex.
"La Grecia: il mare della mente.
Che cosa c'entra il mare con l'epistemologia? Nella nascita della cultura greca il rapporto tra terra e mare ha un ruolo puramente accidentale
oppure è un fattore determinante e sottovalutato?…
L'ipotesi che sta alla base delle nostre riflessioni è che esista un'omologia strutturale tra la configurazione geografica della Grecia
(ed in particolare tra terra e mare) e la sua cultura…
..Questo mare ad un tempo esterno e interno, abitato e guadato, questo mare confine produce un'interruzione del dominio dell'identità, costringe ad ospitare la scissione. Qui la terra con la sua ossessione per la fissità, la sicurezza e l'appropriazione urta sempre contro un limite, qui è stata da subito più difficile la confusione
tra il governo di una città e il potere di un proprietario….
…Senza il mare il potere rischia di diventare patrimonio nelle mani del despota o dei filosofi; lo sfondamento dell'orizzonte prodotto dal mare impedisce nello stesso tempo che ogni sapere si fermi in un pensiero definitivo e che
il potere si fissi nell'immobilità del patrimonio personale.
La filosofia in Grecia incontra la sua ragione ma anche il suo limite,
scopre di essere parte di qualcosa che la precede e la spiega.
….I Sapienti come i Re Magi approdano sulle colonie greche dall'Asia Minore provenendo dagli altipiani iranici.
Ma quando arrivano sulle coste dell'Egeo la verticalità delle loro parole
lentamente si inabissa, le prospettive perdono la loro rigidità gerarchica
e scivolano sullo stesso piano:
il mare rende orizzontale un sapere che era verticale, spinge la fissità della terra a confrontarsi con il moto incessante ed infinito delle onde
Franco Cassano, Il pensiero meridiano, Laterza, 1998(da pag.21)
Leggerezza
“Da quando ho letto questa spiegazione della contrapposizione
tra Mercurio e Vulcano,
ho cominciato a capire qualcosa che prima d’allora avevo solo intuito confusamente : qualcosa di me, su come sono e su come vorrei essere,
su come scrivo e su come potrei scrivere.
La concentrazione e la craftsmanship di Vulcano sono le condizioni necessarie
per scrivere le avventure e le metamorfosi di Mercurio.
La mobilità e la sveltezza di Mercurio sono le condizioni necessarie
perché le fatiche interminabili di Vulcano diventino portatrici di significato,
e dalla ganga minerale informe
prendano forma gli attributi degli dei, cetre e tridenti, lance o diademi.
Il lavoro dello scrittore deve tener conto di tempi diversi:
il tempo di Mercurio e il tempo di Vulcano,
un messaggio di immediatezza ottenuto a forza d’aggiustamenti pazienti e meticolosi; un’intuizione istantanea che appena formulata
assume la definitività di ciò che non poteva essere altrimenti;
ma anche il tempo che scorre senza altro intento che lasciare che i sentimenti e i pensieri si sedimentino, maturino,
si distacchino da ogni impazienza e da ogni contingenza effimera.
Ho cominciato questa conferenza raccontando una storia,
lasciatemi finire con un’altra storia.
E’una storia cinese.
Tra le molte virtù di Chuang-Tzu c’era l’abilità del disegno.
Il re gli chiese il disegno di un granchio.
Chuang-Tzu disse che aveva bisogno di cinque anni di tempo e
d’una villa con dodici servitori.
Dopo cinque anni il disegno non era ancora cominciato.
”Ho bisogno di altri cinque anni” disse Chuang-Tzu.
Il re glieli accordò.
Allo scadere dei dieci anni, Chuang-Tzu prese il pennello e in un istante,
con un solo gesto,
disegnò un granchio,
il più perfetto granchio che si fosse mai visto.”
Italo Calvino , Lezioni americane: sei proposte per il prossimo millennio, Garzanti 1988.
I cinque temi- leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità (il sesto: consistenza Calvino non fece in tempo a scriverlo)- proposti con esempi ricavati da diverse forme di comunicazione poetica ‘letteraria, musicale, figurativa’ furono formalizzati in un ciclo di conferenze per l’anno accademico 1985-86
nell’Università di Harvard, nel Massachusetts.
Il libro è una fonte inesauribile di idee , di grande utilità per il formatore.
Segnalazioni
1- Il 19 maggio 2012 nelle sedi regionali dell’Associazione Italiana Formatori , IV AIF DAY, Giornata di approfondimento , incontro pubblico.
2- Il 25-27 maggioa Tirano (Sondrio) IV MEETING NAZIONALE AIF JUNIOR ,Viaggio nella Formazione
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