Giovedì 1 Ottobre 2009,
newsletter da www.bottegadellaformazione.it
“Salvare gli oggetti dalla loro insignificanza o dal loro uso puramente strumentale vuol dire comprendere meglio noi stessi e le vicende in cui siamo inseriti, giacchè le cose stabiliscono sinapsi di senso sia tra i vari segmenti delle storie individuali e collettive, sia tra le civiltà umane e la natura.
Esse vivono se siamo capaci di sviluppare e di rendere quasi spontanea una semeiotica analoga a quella dei medici: di riconoscere, in ciò che ci sta a cuore, la sua storia in rapporto all’uomo e la sua provenienza in rapporto alla natura.
Da ogni cosa, considerata con simpatetica attenzione, possono allora diramarsi differenti percorsi di curiosità (nel senso nobile indicato dall’etimologia: da cura, sollecitudine, volontà di sapere) e di ricerca: una bambola di pezza o di porcellana può condurci, con l’immaginazione e con l’indagine, a situarla in un periodo che precede la scoperta della plastica, a inquadrarla nella storia dei giocattoli, a ragionare sulla diversa educazione delle femmine rispetto ai maschi oppure a ricordare episodi di vita familiare (…)
Se vinciamo la tendenza a metterci sempre al centro di noi stessi, senza ‘sporgerci’ verso ciò che può rinnovarci, i racconti delle cose, con il loro carico
di simboli e di stratificazioni, sono talmente vasti e ricchi che è facile perdersi. Bisogna dunque, tenere conto di una avvertenza simile a quella espressa da Nietzsche nella Seconda inattuale: come un eccesso di memoria storica rischia di appiattirci sul passato e di paralizzare il nostro slancio verso il futuro, così il volere abbracciare e comprendere troppe cose, accatastandole alla rinfusa rischia, rischia di non farcene amare e comprendere a fondo nessuna (...)
La brevità della vita e la casualità del nascere, che racchiudono ciascuno di noi in un tempo e uno spazio limitati, ci consentono di venire a contatto solo con un certo numero di cose. La decisione di conoscere e aver cura di alcune, senza precludersi la comprensione delle altre, implica non solo un atteggiamento di costante attenzione al mondo e alle persone, una volontà di sapere e un desiderio di ‘amare’, ma anche un ethos (e perfino una presa di posizione politica) per contribuire a fare una respublica della società toccateci in sorte”
Remo Bodei - La vita delle cose - Laterza 2009 (pag.117)
1 Studiare il territorio (il racconto della città genera idee)
Il luogo in cui si vive e si lavora può diventare oggetto di studio con effetti benefici su diverse professioni (commerciali in particolare).
Il suggerimento , presente nel sito www.bottegadellaformazione.it nella sezione idee per la formazione, si fonda sull’idea che la storia dei luoghi è conosciuta in modo parziale. I criteri per raccontare e illustrare una storia sono diversi. Qui si propone un criterio che vede le cose protagoniste.
2 Ragionare per nodi di rete (persone e cose in rete)
“Con riferimento al contenuto della relazione è possibile cogliere ed individuare alcune particolari reti che, per il tipo di legami che le costituiscono, si caratterizzano per essere reti di sostegno (supporto sociale), reti formali, costituite dalle istituzioni sociali, reti informali, reti che non presentano una veste istituzionalmente definita, reti primari e costituite da relazioni “faccia a faccia” in virtù dei legami naturali che accomunano gli individui - rapporti familiari, parentali, amicali, di vicinato -, reti secondarie, costituite da relazioni di conoscenza indiretta, reti complesse (reti scale free, reti small world); reti personali (reti ego-centrate); reti totali (reti complete)” in http://sna.dss.unipi.it/Analisi%20delle%20reti.html.
‘Per cogliere il valore delle cose nella loro complessità e sfogliarne gli strati di senso non è ora più necessario affidarsi alla sola fantasia. Bisogna sospenderne l’ovvietà, scoprirne la capacità di erogare un surplus di significati che neppure l’assuefazione, l’ignoranza l’incuria, la frequente denutrizione intellettuale e affettiva degli individui riescono del tutto a eliminare’ (Bodei, pag.33)
L’etimologia di rete è alla voce etimologie del sito.
3 ‘Conflitto e contrasto’ parole dai vocabolari e idee per il formatore.
Chi tratta questo tema può creare esercitazioni utilizzando vocabolari.
4 La vita intellettuale dell’autodidatta (parola in disuso)
L’ autodidatta vive continuamente il piacere della scoperta. L’offerta di strumenti per l’autoformazione è amplissima. Essendo libero di interrompere quando vuole, non tarda ad entrare in un nuovo interesse (o in un nuovo festival culturale, o in nuovi libri ), lasciando in sospeso le scoperte iniziali. Nella biografia intellettuale dell’autodidatta sono presenti tanti interessi abbozzati e pronti ad essere ripresi in altri momenti. Per capire la quantità e la qualità di spunti presenti sul web si vedano i seguenti siti www.festivaldellamente.it/audio.asp
5- Come nascono gli interessi culturali nelle persone? (questione di marketing?)
In ‘Neuromarketing.Attività cerebrale e comportamenti d’acquisto(Apogeo 2009), Martin Lindstrom illustra le applicazioni di una disciplina le cui radici ‘si possono far risalire all’affermazione del neuroscienziato Antonio Damasio, fatta oltre 10 anni fa, secondo cui gli esseri umani, quando prendono decisioni, usano le parti emozionali del cervello(e non solo quelle razionali)’(p.227). Il libro cerca di rispondere a quesiti quali ‘perché compriamo una cosa invece di un’altra? Cosa influenza veramente le nostre decisioni, in mezzo a una valanga di messaggi che ci arrivano tutti i giorni?’
Quando in aula si fa conversazione sui reciproci interessi culturali, se si decide di esplorare le possibili ‘origini’si possono, in alcuni casi, intravvedere strategie di marketing e di comunicazione. Il valore dell’interesse resta ma diventa gustoso scoprire il modo in cui questo interesse ha potuto attecchire ed installarsi nella mente e nel cuore della persona.
“L’eccitazione della mente" Come avvengono i salti intuitivi
“L’idea del sublime evoca un orizzonte senza limiti.
Eppure è possibile spiegare in concreto come avvengono i salti intuitivi.
Avvengono in quattro fasi.
Scrive Hume che la mente amplia il suo schema di riferimento ‘incappando’ nell’imprevisto, nell’inaspettato: l’immaginazione è qualcosa che ci viene incontro.
La mente dell’artigiano funziona in modo diverso da come immaginava Hume, perché la sua pratica specializzata prepara il terreno in cui è possibile incappare nell’imprevisto.
L’intuizione scatta a partire dal sentimento che ciò che ancora non esiste potrebbe esistere. Come ci viene questo sentimento?
Nel lavoro tecnico, il sentimento del possibile si fonda sul senso di frustrazione per le limitazioni di un certo attrezzo; oppure è provocato dalle potenzialità ancora non verificate che un attrezzo possiede.
I telescopi e i microscopi imperfetti del diciottesimo secolo lasciavano immaginare che potesse esserci qualcosa che trascendeva la potenza delle loro lenti; nell’idea scientifico del diciottesimo secolo, le bottiglie di Leida e i filamenti conduttori di elettricità suggerirono in modo confuso la possibilità di applicazioni al corpo umano. In che modo dunque l’uso di un attrezzo struttura queste possibilità? La prima fase si ha quando usciamo dai binari dell’uso mirato, ad hoc. L’uscita dai binari occupa una regione immaginativa diversa dalla memoria retrospettiva (…..)
I salti intuitivi si ribellano ai sillogismi.
Richard Sennet - L’uomo artigiano traduzione di Adriana Bottini - Feltrinelli 2008/2009 (a pag.201)
SONDAGGIO
A Milano, lunedì 26 ottobre: In-formare le comunità professionali sul WEB.
Interverranno: Galileo Dallolio, BOTTEGA della FORMAZIONE, Paolo Jacci, HR on line, Michele Riva, L'IMPRESA, Francesco Varanini, PERSONE & CONOSCENZE.
Info in http://www.schoolofcoaching.it/club_scoa_milano.php
NB: Per partecipare al sondaggio basta rispondere all'email ed inserire le risposte al posto dei puntini.
Ringraziamo chi potrà rispondere a queste domande.
1-Nella mia attività professionale 'l'autoformazione attraverso il web' oggi si verifica prevalentemente su argomenti quali:
…………………………………………………………………………………...
2- Ritengo che in un futuro prossimo la mia formazione e il mio aggiornamento professionale avverrà attraverso il web per la % del:
………………
3- Iniziare un programma di formazione attraverso programmi di e-learning per quanto mi riguarda , in futuro, lo ritengo 'molto/poco/per nulla' probabile:
…………………………………………………………………………………...
4-Un episodio di auto-formazione sul web, recente e molto produttivo, ha riguardato il tema:
…………………………………………………………………………………...
|
Le risposte resteranno riservate. Verrà fatta una sintesi utilizzabile per la conversazione del 26 ottobre.
Questa news è inviata gratis su richiesta. |