Mercoledì 9 Settembre 2009,
newsletter da www.bottegadellaformazione.it
‘Mentre metà della Russia era invasa e gli abitanti di Mosca fuggivano nei governatorati più lontani, e milizie su milizie si levavano in difesa della patria,
noi che non siamo vissuti in quel tempo pensiamo istintivamente che tutti i Russi, dal più piccolo al più grande, fossero presi dal solo pensiero di sacrificarsi,
di salvare la patria, della disperazione, del dolore e dell’eroismo dei Russi.
In realtà, le cose non stavano proprio così.(….)
La maggior parte degli uomini di quel tempo non prestava la minima attenzione all’andamento generale degli eventi, ma si lasciava guidare unicamente
dagli interessi individuali del momento stesso.
E proprio questi uomini furono i più utili attivisti di allora.
Gli altri, invece, che cercavano di capire il corso degli avvenimenti e con l’abnegazione e l’eroismo volevano parteciparvi, furono i meno utili alla società;
vedevano tutto alla rovescia, e qualsiasi cosa facessero per l’utilità comune, risultava sempre un’assurdità inutile,
come i reggimenti di Pierre e di Mamonov che saccheggiavano i villaggi russi, come le bende preparate dalle signore,
che non arrivavano mai ai feriti e via dicendo.(…)
Il significato di quanto avveniva allora in Russia sfuggiva quasi totalmente a coloro che vi partecipavano più da vicino.
A Pietroburgo e nei governatorati lontani da Mosca , signore e uomini in divisa da militi piangevano sulla sorte della Russia e della capitale,
parlando di sacrifici e di cose del genere; ma nell’esercito in ritirata da Mosca,
di Mosca quasi non si parlava e a Mosca non si pensava;
e , guardando l’incendio che stava divorandola,
nessuno giurava vendetta contro i Francesi;
ognuno pensava invece alla paga del prossimo trimestre, alla prossima tappa, a Matrëška la vivandiera e ad altre cose del genere.”
Lev Nicolàevič Tolstòj Guerra e Pace
Trad. Giacinta De Dominicis Jorio, Ed.Paoline 1992 (a p.1213)
‘Considero Guerra e Pace il più bel romanzo che sia mai stato creato in tutti i tempi e in tutti i paesi’ François Mauriac
1- Pagine per commenti
Sono molte le pagine ricavate dalla letteratura e utilizzabili in aula per generare commenti e conversazioni.
Quella che potrebbe apparire a prima vista una divagazione, per la maggioranza dei partecipanti può diventare un’ esperienza di ascolto, di dialogo e di confronto da ricordare nel tempo.
Quando è possibile collegarla al tema del corso, il vantaggio è duplice.
La pagina di Tolstoi qui citata può servire per introdurre e sviluppare il tema della quotidianità. Su questo tema molti gli studi e gli approcci: Paolo Jedlowski ‘con le tracce che un relatore porta con sé quando è invitato a un convegno o a una conferenza, le pagine cui si appiglia quando calca la scena’ ha scritto Fogli nella valigia. Sociologia, cultura, vita quotidiana , Il Mulino.
2- Prossimità
Un test: se in un’aula di formazione (in particolare di area commerciale) si chiede di stimare quanti siano i produttori di valore economico presenti nel‘territorio di prossimità personale’ - (per convenzione i 300 metri quadrati dentro i quali la persona vive)- è probabile che venga avvertita una sostanziale non conoscenza. Poiché si tratta di un fenomeno comprensibile e giustificabile, ma è la risposta alla domanda successiva ‘chi potrebbe trarre benefici da una informazione di questo tipo? che può generare una informazione produttiva.
La lista dei beneficiari virtuali , ricavata con un lavoro collettivo, permetterà esplorazioni in settori imprevisti e potenzierà la sensibilità e l’attenzione per il tessuto economico e sociale del territorio.
3- Aùn aprendo ancora imparo
Su anziani e creatività molte le sorprese
‘Lo studio e la ricerca della verità e della bellezza rappresentano una sfera di attività in cui è permesso di rimanere bambini per tutta la vita’(messaggio manoscritto per la bambina Adriana Enriques che , a Bologna nel 1921 chiese ad Albert Eistein un autografo in occasione di un Congresso scientifico organizzato dal padre Federigo Enriques)
‘La gente come noi , benché mortale come tutta l’umanità, non invecchia per quanto a lungo viva. Voglio dire che non smettiamo mai di osservare come dei bambini incuriositi il grande mistero che ci circonda’(Einstein a Juliusburger)
in Albert Einstein Il lato umano, Einaudi pag.77.
4 La pista etimologica
Da nonchalance a edilizia è un percorso che l’etimologia permette di illustrare.
5 I cognomi delle persone e i nomi dei luoghi (per ‘inserti’ formativi)
“ Perché ho questo nome e questo cognome? Qual è l’origine del nome del luogo in cui sono nato?”
Sono domande che possono generare molte risposte e costituire una sorta di trama con sviluppi nella storia economica e sociale del territorio. Una ricerca personale permette di sperimentare sia l’uso degli strumenti che la verifica sulle possibilità d’uso per ‘inserti’ formativi. Strumenti:
E.De Felice, "I cognomi italiani - Rilevamenti quantitativi dagli elenchi telefonici: informazioni socioeconomiche e culturali, onomastiche e linguistiche", Il Mulino;
M. Sala Gallini, E.Moiraghi, "Il grande libro dei cognomi - Come ricostruire l'origine della propria famiglia seguendo la storia del cognome", Piemme ed.;
V. Tartamella, "Nel cognome del popolo italiano", ed. Viennepierre;
M. Francipane, "Dizionario ragionato dei cognomi italiani. 5.000 voci - 21.000 varianti - 2.100 cognomi stranieri comparati. Etimologie, fonti storiche, curiosità antropiche", Bur; http://it.wikipedia.org/wiki/Cognome.
Gasca Queirazza, Marcato, Pellegrini, Petracco Sicardi, Rossebastiano
Dizionario di toponomastica Storia e significato dei nomi geografici italiani Utet.
“‘Come ti chiami?’, oppure, se era d’umore faceto, ‘Qual è il suo venerato nome e cognome?’ Nove volte su dieci il primo colloquio di Pasquali coi suoi giovani scolari cominciava così, da un’inchiesta sui connotati onomastici dell’interlocutore, messo alle strette dal pugno che egli familiarmente gli piantava sulla spalla e dagli occhi interrogativi e curiosi che gli piantava in viso, vicini e umanissimi dietro le lenti spesse. E ogni volta pareva che si divertisse un mondo a congetturare dai puri dati anagrafici, dal cognome, o anche dal prenome se uno si chiamava poniamo Dino o Antonio o magari Anèlito, l’origine geografica di colui che aveva davanti: se la imbroccava era felice, se l’ipotesi si dimostrava fallace
si metteva subito a cercare le ragioni dell’errore (….)
Di colpo e senza sforzo, senza che l’interlocutore se ne rendesse conto, intorno a lui venivano chiamate a convegno scienze diverse e di solito non comunicanti, e una ricerca collettiva veniva imbastita seduta stante.
Nel dialogo, l’interlocutore diveniva subito un collaboratore (qualche tempo dopo, magari, il novellino avrebbe arrossito a trovare il suo nome assunto come quello di un dotto testimone nel firmamento di un articolo pasqualiano) (….)
Con Pasquali, fin dal primo contratto sub specie sermonis, si sperimentava così quel suo inimitabile metodo filologico che egli portava con sé dovunque, al caffè, per strada, in treno, nome un abito professorale ma come una seconda natura che era cresciuta con lui, fra socratica e galileiana, con quel suo amore del discorso che lo faceva filologo in senso assoluto e primordiale: quel cercare di capire, quell’aggredire sempre ex novo il caso concreto, particolarissimo, quell’avvolgerlo, nel dialogo con gli altri, attraverso successive intuizioni sparse e man mano coordinate in una rete di relazioni storiche, quell’abbattere le paratie delle discipline per inseguire la realtà delle cose ed afferrare l’unità dei problemi: ‘nella scienza esistono, in concreto solo i problemi’ era il suo principio capitale, che non cessò di affermare e di applicare”
Giorgio Pasquali, Lingua nuova e antica. Saggi e note, Le Monnier 1968
A cura di Gianfranco Folena (in premessa)
Segnalazioni
- A Novellara (Reggio Emilia)
sabato 12 e domenica 13 settembre Convegno su Immaginare Futuro. Il programma è in www.ugualidiversi.org
(anteprima nel pomeriggio di venerdì 11 settembre)
- A Modena, Carpi, Sassuolo
Venerdì 18, sabato 19, domenica 20 settembre il Festival della Filosofia dedicato al tema ‘Comunità’ programma è in www.festivalfilosofia.it
- A Genova XXI Convegno Nazionale Associazione Italiana Formatori AIF
Le formazioni generative "Creatività e Innovazione nei processi di Apprendimento"
Giovedì 24, venerdì 25 settembre il programma è in www.aifonline.it (prologo nel pomeriggio di mercoledì 23 settembre)
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