Martedì 23 Giugno 2009,
newsletter da www.bottegadellaformazione.it
“Il Sahara, ostile e implacabile, sa anche essere accogliente e prodigo di insegnamenti.
Mostra sul suo suolo eroso e denudato i segni delle forze della disgregazione e del decadimento che agiscono sulla terra e,
nello stesso tempo, esalta l’opera costruttiva della vita,
la tenacia biologica capace dovunque di radicarsi e di creare un habitat.
Le genti del deserto imparano a dare un valore estremo alle cose minime.
L’essenzialità e la purezza delle forme naturali
insegnano a mantenere sempre acuta
la capacità di osservare, la voglia di stupirsi e interrogarsi,
l’attenzione ad ogni fenomeno, dal più complesso al più semplice. (…)
L’azione dei venti* –sferzanti tempeste di sabbia abrasiva o tenui correnti di frescura e umidità – è piegata a utilizzi pratici (…)
Con gli stessi elementi rarefatti e delicati, la terra cruda , i semi vegetali, i grani di sabbia, i vapori d’acqua, la sintesi dell’humus
è creata l’oasi.
E’il risultato della comprensione delle leggi deboli della natura e della loro applicazione costante nel tempo
per elaborare tecniche e processi.. (p.26)
*‘Muretti in terra cruda delimitano le piccole particelle coltivate e contribuiscono al bilancio idrico. Il vento, nel passare attraverso i piccoli interstizi tra i mattoni piano convessi, si accelera ed espande provocando frescura.
La terra cruda ne assorbe l’umidità e la rilascia al terreno’ (foto a p.47)
‘Ci è stato insegnato che l’evoluzione del genere umano è avvenuta attraverso la competizione e la lotta (…).
Una uguale dinamica è stata proposta per spiegare il successo nel campo economico e sociale o il progredire delle scienze e delle tecniche (…) Questa visione è oggi ribaltata.Le moderne ricerche biologiche dimostrano che gli organismi sopravvivono attraverso processi di simbiosi e di alleanza.
Le specie complesse si sono evolute, non distruggendosi a vicenda,
ma mettendo insieme i loro caratteri.
L’esistenza degli alberi è resa possibile dalla simbiosi con i funghi, che mettono in grado le radici di sintetizzare gli elementi vitali.’ (p.9)
Pietro Laureano
La piramide rovesciata. Il modello dell’oasi per il pianeta Terra
Bollati Boringhieri (1995) 1998
1 - ‘Antologia generativa’
Quando ci si sorprende per una analogia innescata da un testo, conviene ‘catturarlo’ e utilizzarlo per creare una antologia generativa.
Una antologia di pagine di diversa provenienza e in grado di accendere l’immaginazione, di fare nascere parallelismi o di illuminare percorsi .
Come il ‘catalizzatore’ è una sostanza che accelera la reazione chimica, senza prendervi apparentemente parte (in greco katálisis scioglimento)’, così un testo può avviare una reazione mentale e favorire la nascita di una intuizione.
In un’aula di formazione sulla qualità del servizio , il sottogruppo che ha lavorato sull’analogia tra ‘vantaggi’- uno derivato dalla simbiosi e l’altro dal servizio- ha sviluppato idee che hanno arricchito e potenziato il corso in modo originale.
2 - Inventario dei miti (per studiare ‘l’immaginario collettivo’)
Realizzare una ricerca sul concetto delle ‘mitologie personali’ è una buona occasione di autoformazione . L’esperienza, l’osservazione, la letteratura disponibile* permette di ‘descrivere gli affioramenti contemporanei delle icone che emergono qua e là e invadono le nostre vite quotidiane, esprimendo il rinnovamento periodico, ciclico e spiraliforme della giovinezza del mondo’ Michel Maffesoli Icone d’oggi Le nostre idol@trie postmoderne Sellerio editore 2009 (a pag.23)
Poiché l’espressione immaginario collettivo è presente nel vocabolario di chi lavora nella formazione e nello sviluppo della persona, una ricerca individuale o di gruppo su miti, simboli, immagini , oggetti, personaggi, personalità..
può produrre uno strumento utile per diverse iniziative.
*una bibliografia sul tema è spedita su richiesta scrivendo a info@bottegadellaformazione.it)
3 - Nella mente degli altri (per sperimentarne gli strumenti di lavoro)
L’agenzia che ha curato la pubblicità di marchi automobilistici, di compagnie telefoniche, di banche, di produttori di cibo, di organizzatori di viaggi… quali profili di persone ha individuato, a quali target si sta rivolgendo?
E’ una esercitazione semplice ed efficace. E’ necessario che i partecipanti abbiano ben chiaro che dovranno scrivere il profilo in forma di comportamenti e di valori del destinatario della campagna pubblicitaria oggetto di analisi (facilmente ricavabile dal web o dalla stampa).
Per avviare l’esercitazione è utile fare riflettere su acquisti recenti fatti dai partecipanti e innescati o favoriti da campagne pubblicitarie.
Spunti di riflessione in Giacomo Rizzolatti e Liza Vozza
Nella mente degli altri. Neuroni specchio a comportamento sociale, Zanichelli
e Anna Maria Testa La parola immaginata Pratiche editrice.
4 - ‘La costruzione di coefficienti’ (per addestrarsi alla ‘lettura per k.’)
Scegliendo di considerare coefficiente sia una ‘ quantità numerica che definisce proprietà e relazioni..’ che un ‘fattore che , insieme con altri, contribuisce al verificarsi di un effetto..’ può essere agevole individuare i coefficienti (k) di creatività (c), innovazione (i), usabilità (p), affordance (a)…. , stabilire scale di valutazione (numeriche e/o analogiche) e realizzare confronti tra oggetti e servizi che rientrano nell’orizzonte quotidiano dei partecipanti.
In seguito, la ‘lettura per coefficienti’ favorirà l’individuazione di caratteristiche (in greco charaktēr significa impronta) di beni e servizi presenti nell’argomento di formazione.
Su affordance -‘ quell'insieme di azioni che un oggetto "invita" a compiere su di esso,wikipedia- si veda James J. Gibson, Un approccio ecologico alla percezione visiva Il Mulino e il capitolo dedicato in Psicologia dei processi cognitivi di J.G.Benjafield, Il Mulino
5 - Tecniche di attribuzione (‘cosa chiede oggi la gente?’)
Quando nelle esercitazioni d’aula sono stati costruiti profili di utenti e di clienti , l’individuazione dei ‘k di interesse’ contribuirà alla rottura dello stereotipo ‘gente’. La formula ‘oggi la gente non…’ viene agevolmente smontata sia attraverso l’individuazione dei vari segmenti ( età, reddito, condizione sociale, formazione..) che attraverso l’attribuzione dei ‘coefficiente di interesse’.
Nei vari segmenti , gli stili (di comportamento, di consumo, di vita..) riceveranno attribuzioni in forma di coefficienti di interesse . La maggior precisione descrittiva, produrrà il vantaggio di arricchire il vocabolario dei partecipanti.
6 - La storia dei luoghi (delle persone e del lavoro)
Le origine e l’evoluzione dell’industria meccanica a Bologna e a Modena, della particolarità urbana di Ferrara, della cantieristica navale a Genova, della geografia di Trieste..sono punti di accesso alla storia dei luoghi e delle comunità.
Così come l’origine del cognome Farnese ( da farnia un tipo di quercia che nasce anche nel centro Italia, sede originaria della famiglia Farnese ) è un minuscolo frammento di curiosità in una serie di storie - di poteri, di committenze artistiche , di vicende politiche e militari..- relative a diverse città ( Roma, Parma, Piacenza..).
In certi corsi, la lettura preventiva di una scheda sulla storia del luogo, creata dal formatore, può generare una esercitazione sulla comparazione di eventi
‘mentre a Torino veniva fondata la Fiat(1899) o a Bologna il ventunenne Marconi sperimentava la radiotelegrafia (1895) , nella città.. (sede del corso) nasceva o succedeva……’. Si tratta di inneschi che, opportunamente trattati, oltre che trovare pertinenze con la materia del corso , potranno produrre una diversa attenzione all’economia e alla specificità del territorio.
“Non tutte le società pensano il rapporto
tra passato, presente e futuro allo stesso modo.
In Occidente , nel giro di tre secoli si sono delineati diversi regimi di storicità a seconda del peso assegnato a differenti dimensioni temporali.
Fino al 1789 il regime di storicità egemonico era di tipo passatista, nel senso che l’intelligibilità del presente e del futuro dipendeva dalla conoscenza del passato.
In seguito fino agli anni Sessanta del Novecento, ha prevalso un regime futurista,
nel senso che l’intelligibilità del passato e del presente dipendevano dall’avvenire,
il quale si presuppone migliore di tutto ciò che lo ha preceduto.
Questo futuro può avere diversi contenuti:
può essere la nazione, il popolo, il proletariato, la pace universale, la tecnologia;
si dà per scontato che esso sarà migliore di ciò che lo ha preceduto,
perché questa la legge dell’evoluzione storica.
In questo contesto il passato non è più un modello da imitare (come nel passatismo), ma il suo studio costituisce ancora un fattore di importanza primaria,
perché consente la conoscenza delle dinamiche progressive
che hanno consentito di giungere fino all’età presente.
A partire dagli anni Sessanta si entra in un altro regime di storicità* caratterizzato dall’egemonia del presente
sul passato e sul futuro (…)
Mario Perniola
Miracoli e traumi della comunicazione Einaudi 2009 (a p.37)
*‘E’ nato un nuovo regime di storicità, caratterizzato dall’esperienza di fenomeni che sono vissuti ora come miracoli e ora come traumi, perché sembrano inaccessibili a una spiegazione razionale e a una narrazione coerente’
Schema del libro
l’età della comunicazione - 1968-1978 - maggio francese
l’età della deregolamentazione - 1979-1989 - rivoluzione iraniana
l’età della provocazione - 1989-2001 - caduta del Muro di Berlino
l’età della valutazione - 2001-2009 - attentato alle torri gemelle
La news è inviata gratis su richiesta.
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