Giovedì 21 Maggio 2009,
newsletter da www.bottegadellaformazione.it
‘La prima idea del ritratto fotografico come entelechia mi è balenata – anche se vaga, sospesa, incerta – appena cominciato a leggere quella ‘nota sulla fotografia’ di Barthes che impropriamente , mi pare, s’intitola La camera chiara…
La parola entelechia in quel momento non mi affiorò; e nemmeno quando Barthes, più avanti, più precisamente spiega il suo sentire e il suo pensare nei riguardi del ritratto fotografico.
E’ un breve racconto: della ricerca di un ritratto della madre, morta da poco, in cui si raccolga il più compiutamente possibile – nella compiutezza che solo la morte conferisce ad una vita – il senso, il significato, la ‘singolarità’(come di ogni vita) della sua vita.
Una fotografia che fosse il centro , il luogo geometrico di un’esistenza; che dicesse insomma la ‘storia di un’anima’.
‘Così , solo nell’appartamento nel quale era morta da poco, io andavo guardando alla luce della lampada, una per una , quelle vecchie fotografie di mia madre, risalendo poco e poco il tempo con lei, cercando la verità del volto che avevo amato.
E finalmente la scoprii.
Era una foto molto vecchia.
Cartonata smangiata begli angoli..mia madre aveva allora cinque anni, suo fratello sette…
Osservai la bambina e finalmente trovai mia madre.
La luminosità del suo viso, la posizione ingenua delle sue mani, il posto che lei aveva docilmente occupato senza esibirsi e senza nascondersi, la sua espressione infine, che la distingueva, come il Bene dal Male,dalla bambina isterica, dalla smorfiosetta che gioca all’adulta: tutto ciò formava l’immagine d’una innocenza assoluta (se si vuole accettare questa parola nella lettera della sua etimologia, e cioè nel significato di ‘ io non so nuocere’) e aveva trasformato la posa fotografica in quel paradosso insostenibile che lei aveva sostenuto per tutta la vita: l’affermazione di una dolcezza.’
Leonardo Sciascia, Fatti diversi di storia letteraria e civile, Sellerio ed.1989 (a pag.154)
(in greco entelécheia: avere-échein,in-én,compimento-télos)
1- ‘Questa è la mia faccia , qui sono io’
Le foto scelte per essere inserite sul web (in particolare nei social networks) possono essere considerate esempi di autodescrizione. Si presume che tale scelta abbia comportato una serie di esclusioni , fino ad arrivare a quella che meglio esprimesse la personalità, il tratto, il profilo della persona.Il materiale per creare una esercitazione d’aula sul tema ‘cosa comunica un volto’è di facile reperibilità. Una successiva esercitazione può riguardare la scelta e il commento di una foto personale.
Chi realizzerà questa esperienza ( titolo indicativo ‘qui sono io e vi spiego chi sono’) noterà una sorta di arricchimento della qualità della relazione.
La foto favorisce la scelta delle parole , il fluire della descrizione, attenua le antipatie spontanee e permette, nei tempi del corso, una sorta di verifica di quanto è stato dichiarato.
2- Sussidiario di semiotica (‘libriblog’)
E’ un’idea feconda utilizzabile in diversi modi : dall’autoistruzione alla preparazione di certi tipi di interventi e di materiali. Su www.gramma.it/sussidiario sono disponibili 200 immagini a supporto del Sussidiario di semiotica ’ di Massimo A.Bonfantini, Jessica Bramati, Salvatore Zingale edito da Atì (2007, www.atieditore.it).
Gli autori hanno selezionato’dieci argomenti* ‘elementari e propedeutici all’insegnamento della semiotica’ e hanno creato immagini in forma di esempi ‘se una teoria serve a spiegare i fatti, il nostro compito era quello di mostrare fatti capaci di spiegare la teoria’ (a pag.9)
*1-Oggetti e oggettualità, 2-La semiosi e il triangolo semiotico,3-Icona, indice, simbolo, 4-Denotazione, connotazione, evocazione, 5- Atti semiosici e funzioni della comunicazione, 6-I dialoghi, 7-Le storie e gli attanti, 8-Le inferenze, 9-Le abduzioni, 10- Le scelte e il progetto
3- ‘Chi e perché va sui social networks?’
Nei corsi dedicati allo sviluppo delle relazioni tra persone, se ogni partecipante è invitato ad esprimere una propria valutazione sulle ragioni della diffusione dei social networks , data la vastità del fenomeno, non sarà difficile raccogliere rapidamente opinioni. Una seconda fase , dedicata alla costruzione di macro-profili di persone attive sui social-networks, permetterà una serie di simulazioni. Avendone creati diversi (età, motivazioni, attitudini, interessi… alcuni peraltro sono pubblici ) si potranno sperimentare diverse applicazioni: consumi, modi di vivere, reddito..
4- Downshifting (scalare la marcia)
‘Il termine ..è entrato nel New Oxford Dictionary che così lo spiega
‘Scambiare una carriera economicamente soddisfacente ma stressante con uno stile di vita meno faticoso e meno retribuito ma più gratificante dal punto di vista personale’. Recupero del tempo per sé, dunque. Quel tempo ‘da perdere’ che in realtà è guadagnato alla vita (…) Impresa non facile e non da tutti (…) e che comunque, quale primo atto, oggi richiede lo staccarsi da e-mail, fax, cellulari, cercapersone, palmari, BlackBerry, tutti i mezzi che, come dice Reich*’ si introducono a forza nella nostra vita come scassinatori e ci tengono sempre in allerta. Sempre legati al lavoro,’padrone’ della nostra esistenza (*R.Reich, L’infelicità del successo, Fazi, 2001)
La voce downshifting e molti altri concetti sono in ‘Il lavoro smobilita l’uomo. La rapida svolta dall’orgoglio alla paura in una società precaria’Longanesi 2008.
Di questa autrice e dello stesso editore si veda anche ‘La generazione fortunata’ ( che è quella nata tra il 1935 e il 1955).
5- Letture comode e gratificanti.
Leggere la storia e i costumi di luoghi conosciuti , utilizzando l’occhio dei viaggiatori del passato , permette di godere di diversi vantaggi.
Si vedono luoghi noti attraverso le parole di persone vissute in epoche diverse, si colgono le trame della grande storia nel dettaglio locale e si intuiscono le ragioni delle varie trasformazioni intervenute.
Per chi abita a Bologna le occasioni di lettura sono disponibili in:
‘Viaggiatori stranieri a Bologna. Impressioni d'autore dal '500 al '900’
di Roversi Giancarlo Inchiostro Blu ed.1994 e ‘Bologna negli scrittori stranieri’ di Albano Sorbelli (scritto dal 1916 al 1939) a cura di Salvatore Ritrovato, Bononia University Press 2007.
Poichè sono diverse le città italiane che hanno questo genere di letteratura, l’occasione è a disposizione di molte persone.
“Non vorrei essere per nulla suddito di questi piccoli principi!
Sanno tutto quello che fate; vi hanno sempre sotto gli occhi;
conoscono esattamente le vostre rendite;
trovano il modo di farvele spendere , se ne avete molte;
vi inviano i commissari per farvi mettere a prato ciò che avete vigna.
E’ molto meglio essere sperduti negli stati di un grande padrone”.p.90
“ I Sardi sono intelligenti”
“Un Italiano vi venderebbe piuttosto la moglie in originale,
che non un originale di Raffaello”
‘Il venerdì vedemmo tirar di scherma quel Veneziano che si vanta d’aver trovato, in tale arte, invenzioni nuove e superiori ad ogni altra..Il migliore dei suoi allievi era un giovane di Bordeaux, di nome Binet.
Vedemmo un antico campanile quadrato, di tale struttura che pende tutto e par minacciare rovina.Visitammo pure le scuole delle scienze, nel più bell’edificio che abbia mai visto per tal uso’ pag.128
‘Uscendo di casa con la mia piccola lanterna e l’ombrello pensavo che gli antichi Medici uscivano così dalle case dei loro vicini’p.138
‘Insomma tutto ciò che è magnificenza scioglie la borsa di un italiano più facilmente di ciò che è comodità; ad ogni italiano piace essere adulato’ p.149
‘A Roma le chiese sono comodissime per pregare Dio e per assassinare la gente’p.183
‘Tutto ciò che è spettacolo incanta gli occhi italiani.
Sono curiosi, vogliono vedere; i Romani sono curiosissimi’ p.186
‘Rinchiudere gli Ebrei in un quartiere, senza che abbiano possibilità di espandersi, e dove vivono alla rinfusa, è un provvedimento barbaro, e che inoltre può causare molte malattie contagiose’ p.287
‘E’ un uomo semplice, spontaneo, intelligente, caritatevole, onesto, sincero, insomma un uomo eccezionale’ (su L.A.Muratori) p.322Montaigne
Viaggio in Italia
Montaigne
Laterza 1972
(Montaigne viaggiò in Italia tra il settembre del 1580 e il novembre del 1581. Attraversò la Svizzera, la Germania meridionale e il Tirolo, raggiunse Verona, Vicenza, Padova, Venezia e quindi Fireze ,e Roma, poi le Marche e ancora la Toscana)
Segnalazioni
A Torino, giovedì 4 giugno 2009, dalle ore 9,30 alle ore 14,30
“Grande Impresa e Change Management. I rapporti di competitività cambiano la formazione?” a cura di AIF , presso Seat Pagine Gialle , Corso Mortara 22.
A Bologna, venerdì 12 giugno 2009, dalle 9-14
(colazione di lavoro offerta dalla Regione E-R)
Vetrina delle eccellenze . Giornata di Laboratorio tematico tra Pubbliche Amministrazioni. Benchmarking e innovazione nella formazione pubblica
Bologna, c/o Regione Emilia Romagna – viale Aldo Moro 50
Non è prevista alcuna quota di partecipazione
Scheda di accredito da inviare entro il 9 giugno al Settore AIF PA via e-mail E-mail: aifitalypa@fastwebnet.it
A Bologna, venerdì 19 giugno 2009, dalle 10 alle 17,30, organizzata dall’AIF
l’8a Giornata della Formazione : Identità e Metacompetenze nel generare l'apprendimento: logiche, modelli, approcci, competenze, esperienze e riflessioni nell'essere formatori c/o Hotel Europa.
I programmi di queste e di altre attività si scaricano dal sito www.aifonline.it
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