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  Serendipity
Nella NEWSLETTER di Bottega della formazione di GENNAIO 2013 si legge:

Cambiamenti, trasformazioni, nuovi temi. 1-Guardarsi attorno : ‘Copernico a Bologna’
2-Perché Galileo insegnava a Padova?
3-A Sant’Agostino , oggi paese terremotato, era presente una sorta di filiale di vendita presso la Villa Ghisilieri.
4‘A partire dal primo marzo 1781, da Verona partì una ‘lettera circolare’ indirizzata ai maggiori scienziati…
5-Per ricordare le Torri crollate di Finale Emilia auspicandone la loro ricostruzione.

 
Quattro conferenze al Museo Civico Medievale di Bologna, Sala del Lapidario, il 23 e 30 gennaio e il 6 e 13 febbraio 2013, ore 17. A cura del Comitato per Bologna Storica e Artistica, Musei civici d’Arte Antica di Bologna, Assessorato alla Cultura di Finale Emilia e Gruppo di Studi “Fluttuanti-2012”: G.Paltrinieri, A.Pisa, G.Dallolio.
 

 


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Scopo

‘Darsi degli scopi, fare la lista degli scopi….’La letteratura aziendale è ricca di frasi come queste .Curioso che la semplice scrittura della lista degli scopi produca , il vantaggio di vederli come bersagli. In latino tardo scopum,  in greco

 skopós ‘obiettivo, proposito’ derivato dalla radice di sképtomai ‘guardare’, in francese bersaglio – dal verbo berser tirare con l’arco- in tedesco  birschen significa cacciare , in inglese target, la piccola targa usata come bersaglio,dal francone *targa ‘scudo’ .(FrancescoVaranini, Nuove parole del manager, Guerini ed.2011,pag.191)
Sembra quasi che la mente , messa in condizione di vedere fli scopi   come bersagli e obiettivi si predisponga  a canalizzare energia. Obiettivo viene da   obiectum ‘ciò che colpisce i sensi’, letteralmente ‘ciò che è messo davanti’ (da cui anche oggetto).
Energia è parola che ha larga diffusione nella letteratura aziendale.  
L’enérgeia in greco ‘attività, forza’, da érgon ‘azione, opera’,  non ha bisogno di essere evocata quando viene applicata a  fatti di lavoro dove è implicita la fisicità del gesto.  
Diverso è il caso dell’ energia mentale* che è locuzione che si fa capire e apprezzare ma di difficile gestione. Troppe le occasioni di dispersione , è facile distrarsi, sfuggire dalla fatica della concentrazione e  passare ad altro .
Il semplice gesto di mettersi davanti agli occhi uno scopo-oggetto, quindi un compito, produca il vantaggio della concentrazione.
Compito è adattamento alternativo rispetto a còmputo col significato  primitivo di ‘quantità di lavoro calcolata e assegnata’.
In conclusione, sembra che certe parole che descrivono gesti sedimentati in memorie dei tempi profondi, usati in modo appropriato,   continuino ad avere efficacia.
 ‘Il latino  pŭtāre è termine dell’agricoltura, come mostra il confronto col lituano pjáuti ‘tagliare’, e quindi appartiene alla famiglia del lat. pavīre ‘battere, colpire’ con passaggio da ‘colpire’ a ‘tagliare’ analogo al francese  couper. Il verbo pŭtāre si è prestato a usi metaforici: da ‘appurare’ applicato a un calcolo o a un ragionamento si è avuto il significato  di ‘valutare, stimare, dare un giudizio’ , più evidente nei derivati compŭtāre ‘calcolare, contare’  e repŭtāre ‘calcolare; considerare; riflettere’ (L’Etimologico, di A.Nocentini)
La scaletta degli scopi, obiettivi, compiti può essere vista come lista degli impegni.
Il lat. pĭgnus deriva probabilmente  da pingĕre ‘dipingere, disegnare’ in quanto indicava in origine un segno fatto per ricordare un impegno preso.
 
Il fisico Richard Feynman, premio nobel e scopritore dei quark, dava una grande importanza alla scrittura della scaletta degli impegni, la scriveva a voce alta , parlando con se stesso, quasi per prendere impegni con se stesso.
 
"Uno storico del MIT, Charles Weiner, lo convinse a collaborare in quella che divenne la più completa e seria delle sue interviste...
Iniziò a datare i suoi appunti di lavoro, cosa che non aveva mai fatto prima. Una volta, Weiner osservò distrattamente che i suoi ultimi appunti sui partoni rappresentavano " una scaletta del lavoro svolto quotidianamente", al che Feynman reagì con veemenza.
"Ho semplicemente messo su carta il lavoro fatto", disse.
"Beh", disse Weiner, "il suo lavoro è stato fatto mentalmente, e questa è la sua scaletta".
"No, non si tratta di una scaletta, bensì del mio lavoro. I lavori vanno scritti, e questo è il mio lavoro. D'accordo?"
Era vero che mentre lavorava versava fiumi d'inchiostro, lunghe trame di pensieri, quasi già pronte a fungere da appunti per delle lezioni.....
Accettò ..delle interviste vertenti sugli anni della sua infanzia e sull'esperienza di Los Alamos, e riempì questionari per psicologi interessati al tema della creatività.
"Il suo metodo di risoluzione dei problemi scientifici è accompagnato da una delle seguenti caratteristiche?"
Egli barrò
-         immagini visive,
-         sensazioni cinestesiche
-         sensazioni emotive
e aggiunse:
-immagini acustiche,
-parlare a sè stesso
In James Gleick, Genio. La vita e la scienza di Richard Feynman, Garzanti 1994
 
 
* Una riflessione interessante sull’energia mentale è in Silvio Ceccato, Ingegneria della felicità. Per vincere i grandi piccoli nemici che s’annidano nella mente, Rizzoli 1985 pag.47
“Anche lo studio diventa sorgente di diletto, già come espansione di sé, della propria energia mentale, ogni qualvolta il pezzetto nuovo, appreso, trova accoglienza nella rete dei rapporti già costituiti, quale alimento di intelligenza.”
 
 (citazione presente nella newsletter giugno-luglio 2012 Bottegadellaformazione.it)

 

 

 

 
 


 

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