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Nella NEWSLETTER di Bottega della formazione di GENNAIO 2013 si legge: Cambiamenti, trasformazioni, nuovi temi. 1-Guardarsi attorno : ‘Copernico a Bologna’
2-Perché Galileo insegnava a Padova?
3-A Sant’Agostino , oggi paese terremotato, era presente una sorta di filiale di vendita presso la Villa Ghisilieri.
4‘A partire dal primo marzo 1781, da Verona partì una ‘lettera circolare’ indirizzata ai maggiori scienziati…
5-Per ricordare le Torri crollate di Finale Emilia auspicandone la loro ricostruzione.
Quattro conferenze al Museo Civico Medievale di Bologna, Sala del Lapidario, il 23 e 30 gennaio e il 6 e 13 febbraio 2013, ore 17. A cura del Comitato per Bologna Storica e Artistica, Musei civici d’Arte Antica di Bologna, Assessorato alla Cultura di Finale Emilia e Gruppo di Studi “Fluttuanti-2012”: G.Paltrinieri, A.Pisa, G.Dallolio.
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| L’illusione e il sostituto Riprodurre, imitare, rappresentare - di Alfonso M.Iacono - Bruno Mondadori ed. |
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Per entrare nel mondo dell'illusione, gli elementi di finzione non hanno bisogno di somigliare a quelli reali. È sufficiente che vi si riferiscano perché, quando costruiamo un nuovo mondo con l'immaginario, noi lo rendiamo autonomo senza tuttavia che il riferimento al mondo da cui ha tratto origine si perda. È così che sorgono i mondi intermedi, mondi che imitano quelli già esistenti, che imitandoli li sostituiscono e che sostituendoli continuano a farvi riferimento.
Quando assistiamo a uno spettacolo teatrale, siamo invitati a supplire con la mente alle lacune della finzione scenica. Da un lato ci abbandoniamo all'illusione, dall'altro vi collaboriamo attivamente, creando con l'immaginazione ciò che è assente dal palcoscenico. Attiviamo in questo modo quella volontaria sospensione dell'incredulità di cui Samuel Coleridge scriveva già nell'Ottocento a proposito della fede poetica. Grazie al nostro atto consapevole, l'illusione compie una sorta di metamorfosi semantica: non è più sinonimo di inganno ma si riempie di verità. Partendo da questa riflessione, il volume indaga dal punto di vista filosofico il rapporto tra realtà e rappresentazione, attraverso ampi riferimenti alla dimensione sociale e morale, con pensatori antichi e moderni: da Platone e Aristotele a Gombrich e Deleuze. Nell'epoca della riproduzione altamente definita, l'autore dimostra che il fine dell'illusione non è la copia, ma la creazione di un mondo nuovo, capace di mantenere la relazione con la realtà da cui ha tratto origine e al contempo di differenziarsene, per addestrarci, attraverso il confronto, alla critica e all'autonomia.
Nato ad Agrigento nel 1949, laureato all'Università di Pisa, professore associato di Storia della filosofia politica. Ha anche insegnato Teoria e Storia dei sistemi filosofici e Filosofia morale. Oggi Professore Ordinario presso Dipartimento di Filosofia è membro della Facolta' di Lettere e Filosofia. I suoi interessi si sono prevalentemente rivolti ai rapporti tra filosofia, antropologia e politica nel pensiero moderno e contemporaneo (anche attraverso il confronto con il pensiero antico), e si sono sviluppati sia attraverso l'analisi storiografica di concetti quali il "feticismo" o di nozioni quali la "paura" e la "meraviglia", sia attraverso un indagine epistemologica sul ruolo dell'osservatore. Queste ricerche hanno fondamentalmente al centro una riflessione sul tema dell' altro nelle relazioni storico-sociali e politiche fra gli uomini.
Collabora da anni alle pagine culturali del quotidiano "Il Manifesto" . Tra i suoi libri di ricerca Alfonso M. Iacono, Paura e meraviglia. Storie filosofiche del XVIII secolo,tot.pag. 159,edizione Rubbettino, 1998, L'événement et l'observateur, 1998, Autonomia, potere, minorità, Feltrinelli, 2000 , Caminhos de saida do estado de menoridade, Lacerda Editores, 2001; Il borghese e il selvaggio,Ets 2003 con Aldo Gargani ,Mondi intermedi e complessità, ETS 2005 , Storia, verità, finzione, Manifestolibri, 2006
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