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  Serendipity
Nella NEWSLETTER di Bottega della formazione di GENNAIO 2013 si legge:

Cambiamenti, trasformazioni, nuovi temi. 1-Guardarsi attorno : ‘Copernico a Bologna’
2-Perché Galileo insegnava a Padova?
3-A Sant’Agostino , oggi paese terremotato, era presente una sorta di filiale di vendita presso la Villa Ghisilieri.
4‘A partire dal primo marzo 1781, da Verona partì una ‘lettera circolare’ indirizzata ai maggiori scienziati…
5-Per ricordare le Torri crollate di Finale Emilia auspicandone la loro ricostruzione.

 
Quattro conferenze al Museo Civico Medievale di Bologna, Sala del Lapidario, il 23 e 30 gennaio e il 6 e 13 febbraio 2013, ore 17. A cura del Comitato per Bologna Storica e Artistica, Musei civici d’Arte Antica di Bologna, Assessorato alla Cultura di Finale Emilia e Gruppo di Studi “Fluttuanti-2012”: G.Paltrinieri, A.Pisa, G.Dallolio.
 

 


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L’effetto di sovrimpressione

‘Quando compro dei colori, lo faccio solo in vista del loro nome. Il nome del colore (giallo indiano, rosso persiano, verde pallido) traccia una specie di regione generica all'interno della quale l'effetto esatto, speciale, del colore è imprevedibile; il nome è allora promessa d'un piacere, il programma di un'operazione : c'è sempre un pò di futuro nei nomi pieni. Allo stesso modo , quando dico che una parola è bella, quando la uso perché mi piace , non è per nulla in virtù del suo fascino sonoro o dell’originalità del suo senso, o d’una combinazione ‘poetica’ delle due cose.
La parola mi trasporta secondo questa idea : che farò qualcosa con lei : è il brivido d'un fare futuro, qualcosa come un appetito. Questo desiderio scuote tutto il quadro immobile del linguaggio’
 
‘Quando scrive decezione, questo vuol dire sminuimento; abietto vuol dire da rigettare; gentile vuol dire che può essere amato; l’immagine è una imitazione; precario: che si può supplire; la valutazione è una fondazione di valore, la turbolenza, un turbinio; l’obbligazione , un legame; la definizione, un tracciato di limite.,ecc.
Il suo discorso è pieno di parole che, si può dire, egli taglia alla radice. Tuttavia, nell’etimologia non è la verità o l’origine della parola che gli piace, è piuttosto l’effetto di sovrimpressione che autorizza: la parola è vista come un palinsesto: mi sembra allora che ho delle idee persino nella lingua – il che vuol dire semplicemente: scrivere (parlo qui d’una pratica, non d’un valore) ‘
 
Barthes di Roland Barthes Einaudi 1980 

 
 


 

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