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  Serendipity
Nella NEWSLETTER di Bottega della formazione di GENNAIO 2013 si legge:

Cambiamenti, trasformazioni, nuovi temi. 1-Guardarsi attorno : ‘Copernico a Bologna’
2-Perché Galileo insegnava a Padova?
3-A Sant’Agostino , oggi paese terremotato, era presente una sorta di filiale di vendita presso la Villa Ghisilieri.
4‘A partire dal primo marzo 1781, da Verona partì una ‘lettera circolare’ indirizzata ai maggiori scienziati…
5-Per ricordare le Torri crollate di Finale Emilia auspicandone la loro ricostruzione.

 
Quattro conferenze al Museo Civico Medievale di Bologna, Sala del Lapidario, il 23 e 30 gennaio e il 6 e 13 febbraio 2013, ore 17. A cura del Comitato per Bologna Storica e Artistica, Musei civici d’Arte Antica di Bologna, Assessorato alla Cultura di Finale Emilia e Gruppo di Studi “Fluttuanti-2012”: G.Paltrinieri, A.Pisa, G.Dallolio.
 

 


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māfia

màfia s.f. [1863] organizzazione clandestina di natura criminosa, suddivisa in tante piccole associazioni.
        
DERIVAZIONE DA ANTROPONIMI: voce siciliana,  presente anche negli altri dialetti col significato  primitivo di ‘spocchia, baldanza’ e prevalentemente nella variante  màffia, significato  poi degenerato in quello attuale di ‘associazione criminale’ nella seconda metà del XIX secolo; prob. dal nome proprio Màf(f)io, var. popolare di Matteo.      
 
 L’origine dall’ar. mahyā ‘smargiasso’, col der. mahyaṣa ‘smargiassata millanteria’, che periodicamente viene riproposta, urta contro la difficoltà insormontabile dell’attestazione tardiva, troppo tardiva per un arabismo. Un tentativo ingegnoso di superare questa difficoltà è stato fatto da Lo Monaco, che assume come punto di partenza il sic. marfusu ‘impostore scaltrito’, dall’ar. marfūḍ ‘rinnegato’, attestato fin dal XV secolo e passato poi a maf(f)iusu, da cui sarebbe stato tratto mafia; ma in questo caso sorgono altre difficoltà di ordine formale e semantico, prima fra tutte la necessità di invertire contro ogni evidenza il rapporto di derivazione fra mafia e mafioso.
Con argomenti fondati il Lurati esclude l’origine araba e siciliana, facendo notare che il piem. mafio ‘tanghero, grossolano’ è registrato all’inizio del XIX secolo, mentre i dizionari siciliani tacciono fino al 1865, anno in cui compare mafia riferito alla criminalità palermitana.
Non altrettanto persuasivi sono gli argomenti che lo inducono a respingere, in nome dell’ennesima onomatopea da un ipotetico maff- ‘gonfio’, la proposta del Prati dell’origine gergale dal nome proprio Màfio o Màffio col sign. di ‘uomo spocchioso, tipo che si dà le arie’, che ha oltretutto il vantaggio di render conto dell’oscillazione fra -f- e -ff- intervocaliche.
Non è però nel gergo che bisogna cercare la motivazione, ma nel testo del Vangelo con riferimento alla conversione dell’apostolo Matteo, il quale, a differenza degli altri apostoli che erano di bassa estrazione sociale, festeggiò l’avvenimento con un banchetto sontuoso (Luca 5.29): il fatto deve essere stato recepito dalla mentalità popolare degli ascoltatori delle prediche domenicali come una manifestazione di lusso spocchioso in contrasto con la semplicità pauperistica degli altri apostoli.      
 
 
Da’ L’Etimologico. Vocabolario etimologico della lingua italiana di Alberto Nocentini Le Monnier 2010
(è ascoltabile e visibile la conferenza tenuta da Nocentini al Festival della Mente di Sarzana nel 2010 )

 
 


 

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