Le parole, qui lette con alcuni dizionari etimologici e brevemente commentate, sono: out/fuori, door, gruppo, socializzazione, animazione, avventura, esperienza, creare, inventare, risolvere, sfida, metafora, incentivo, debriefing.
L’avverbio out, ‘fuori’, in greco è exo, da cui ‘ extra’, e in latino è fŏrīs.
Thyra, in greco, significa ‘porta’, da cui l’inglese door. In latino iānŭa è la porta di casa e fŏris è la porta a due battenti con il significato traslato di ‘apertura’.
Le porte sia di casa che della città, avevano il protettore nel dio Giano, al quale peraltro era consacrato il mese di gennaio. Le fŏres davano all’esterno, dove si trovavano, virtualmente o nella realtà, sia foreste che forestieri.
Queste parole, che derivano dal latino tardo, ci piace immaginarle ancora leggermente attive quando si debba svolgere una attività formativa ‘fuori dall’aula’.
E’ probabile che venga percepita una minima sensazione di ansia, in quanto ci si sente esposti ai rischi immaginari della forestis silva. Sensazione che nella realtà svanisce in tempi molto rapidi.
La ‘formazione out door’ prevede una fase di socializzazione, la condivisione di regole e la successiva creazione di gruppi di lavoro.
Gruppo deriva dal latino medievale gruppus e quindi dall’alto tedesco kruppa (‘associazione libera o casuale di più individui che hanno in
In gaelico crup significa ‘stringere insieme, agglomerare’.
Nel gruppo si sperimenta un certo tipo di socializzazione e quindi il piacere di ‘essere associati nel perseguimento di uno scopo’.
Il verbo latino sĕqui, seguire, forse è alla base di sŏcĭus e quindi di sŏciālĭtās.
Una parola che contiene la radice indoeuropea sekh e che ha un riferimento nel sanscrito sakhì, compagno, amico.
Sŏcĭetās è alla base di socializzazione, il ‘processo di apprendimento e di adattamento alle norme sociali prevalenti’, e anche, curiosa e sempre ricca la storia delle parole, del termine giuridico sòccida cioè del ‘contratto con cui due parti si associano per l’allevamento del bestiame e per l’esercizio delle attività ad esso connesse’.
In greco ‘la partecipazione e la comunanza’ è koinonia e koinós ha il significato di ‘comune, riguardante tutti’, da xynos poi syn ‘insieme, con’.
C’è animazione nell’outdoor, ‘si fa anima’, usando un termine molto trattato nei testi dello psicologo James Hillman.
In latino anĭma è affine al greco ánemos ‘vento, alito’, quel soffio che trova riscontro nel verbo greco psychō ‘respirare, soffiare’ e dal quale deriva psyché anima.
Chi partecipa ad esperienze formative outdoor vive esperienze e affronta avventure.
Di fatto si lascia alle spalle il noto in quanto le prove - peîra in greco significa ‘prova’- che dovrà affrontare, anche se proposte in ambienti protetti, richiedono impegno, creatività e ‘spirito di avventura’.
Adventurae, in latino, sono le cose che accadranno e avventura è ‘un’impresa rischiosa ma attraente per ciò che vi si prospetta d’ignoto’.
Risolvere un problema reale, quale ad esempio la capacità di orientarsi in un bosco - la forestis silva…-, è di fatto una prova.
Pĕrior, perītus sum, perīri in latino significa provare e l’orecchio non tarda a cogliere il suono di parole derivate quali ‘pericolo, perizia, esperienza’.
Il trovarsi tra colleghi, capi o collaboratori, immersi in situazioni che richiedono cooperazione anche attraverso la vicinanza fisica e tattile, impegna in un tipo di relazione non frequente nella pratica del lavoro d’ufficio.
L’out door genera comportamenti creativi e favorisce piccole o grandi ‘scoperte, invenzioni e soluzioni’, tutte parole che hanno storie interessanti.
Creare contiene la radice indeuropea kere, che è presente in ‘crescere’ e nella dea Cerere (che produce e tutela i cereali).
Scoprire ‘ciò che era coperto ‘, viene da co-operīre che, con la ‘s’ privativa diventa s-coprire, quasi un togliere il co-operculum.
Schiudere, rendere visibile in greco è ex-eurisko ‘trovo, scopro’ (da cui il celebre grido ‘eureka!’).
Risolvere in latino è solvĕre, da sŏ-lavĕre, ‘separare bagnando, sciogliere’
dove è presente sia il greco lyo -sciolgo- che la radice indeuropea leu (analysis ha il significato di ‘scomposizione’).
Inventare viene dal latino invenīre ‘trovare, scoprire, inventare’ dove si trova la
radice indeuropea gwem che è presente nei verbi che indicano movimento (ad esempio andare e venire).
Queste ‘scoperte, soluzioni, invenzioni’ vissute nell’esperienza formativa out door, possono poi essere lette come metafore.
Metafora significa trasferimento, in greco metaphorá, in latino translatio.
Per cui l’accordo di gruppo, trovato per superare un problema in un esercizio outdoor, opportunamente analizzato, può diventare la metafora di un accordo sul lavoro.
L’impegno che un gruppo mette nel superare un gruppo concorrente può essere vissuto come un incentivo all’emulazione.
Incentivo deriva dal latino incinere ‘intonare’ e questi da canĕre ‘cantare, modulare suoni, risuonare’ ed ha il significato di ‘dare il tono, incitare’.
Il latino medievale disfida si trova nelle varie sfide che l’out door propone.
‘Disfidare’, dichiarare che qualcuno non merita fede, provocarlo, è un’ipotesi assieme all’altra che vede nell’antico tedesco faide ‘guerra, combattimento’, il ‘chiamare l’avversario alla battaglia’.
In ogni caso, sia sfide che prove o avventure, sono azioni che diventano occasioni per misurarsi, dal latino metīri dove è presente la mêtis che in greco è ‘consiglio, saggezza, misura’.
Poi ci sarà il debriefing, la seduta ‘di descrizione, racconto, elaborazione, interrogazione’, ma anche la ‘chiamata a rapporto’. In latino brevis significa ‘sommario’ che poi si ritrova nel verbo to brief ‘impartire istruzioni, ragguagliare’ e nel termine ‘breviario’.