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Nella NEWSLETTER di Bottega della formazione di SETTEMBRE 2010 si parla di:
1 -Gesti e sguardi
2- ‘Il gesto dell’intervista’
3- ‘Ragionare insieme’ ( progettare incontri formativi sulla filosofia)
4-‘Presenti a se stessi’
5- ‘Cosa impediva di vedere la soluzione ?’
 
In ‘Forma mentis’
Paul K. Feyerabend
Alberto Savinio
 
In ‘Segnalazioni’: 
 
L'Aquila, 22-25 settembre 2010
22° Convegno Nazionale AIF
 
Parma, 22 settembre 2010
“Il valore dell’etica e dell’estetica nell’agire d’impresa” 
 
 

 


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Maryanne Wolf - Proust e il calamaro Storia e scienze del cervello che legge

Maryanne Wolf
Proust e il calamaro
Storia e scienze del cervello che legge
Vita&Pensiero editore 2009
Traduzione Stefano Galli
Pag.293, Euro 20.
 
 
La neuroscienziata cognitivista Maryanne Wolf, insegna ‘Cittadinanza e Servizi sociali’ negli Usa, dirige il Center for Reading and Languages Research ed è esperta di dislessia. Il suo libro fa riflettere sui cambiamenti indotti dalla ‘caleidoscopica cultura di internet, con la sua informazione sovrabbondante e la sua attenzione intermittente..La sua rapida, quasi istantanea presentazione di un contenuto informativo digitale può pregiudicare il decantarsi di un sapere più profondo, che necessita di tempi più lunghi?’(dal risvolto di copertina).
 ‘Quando i vostri sistemi cerebrali hanno integrato tutte le informazioni visive, uditive, semantiche, sintattiche e inferenza ili del brano di Proust su un giorno d’infanzia in compagnia del libro preferito, voi, lettori, avete cominciato a collegare automaticamente le righe di Proust con i vostri pensieri e intuizioni personali”.
L’autrice descrivendo i propri pensieri con quelli di una sua visita ad una mostra su Monet aggiunge’ mi sono ritrovata ad associare mentalmente la descrizione di Proust di un giorno della sua infanzia al modo in cui Monet ha dipinto Impressione: levar del sole. Sia Proust sia Monet hanno usato frammenti di informazione per creare una cmposizione il cui effetto è più potente di quello di una riproduzione meticolosa. (…)
Con i loro approcci indiretti , Proust e Monet obbligano chi legge e guarda le loro opere a farsi attivo co-autore dell’esperienza artistica e a farne un’esperienza piuù intensa. La lettura è un gesto tortuoso, in senso neuro-anatomico e intellettuale, arricchito dalle svolte impreviste delle inferenze e associazioni del lettore, come anche del messaggio diretto dal testo all’occhio.
Questo aspetto unico del leggere inizia a preoccuparmi parecchio quando penso all’Universo-Google dei miei figli’ (pag.21)
Anche il formatore comincia ad avvertire la rarefazione della disponibilità alla lettura. Con differenze generate dal confronto anagrafico, avverte anche che eventuali rimandi alla grande letteratura (a partire dal Proust qui citato) cascano nel vuoto.
Le dispense e il materiale a supporto dell’intervento formativo spesso necessitano di semplificazioni che li rendano ‘fruibili’ rapidamente.
Il libro di Maryanne Wolf che dice di sé: ‘alle parole ho dedicato tutta la mia vita: cercando i loro nascondigli nei meandri del nostro cervello, studiando i loro strati di senso e la loro forma, e insegnando ai giovani i loro segreti’
si snoda in tre grandi aree :  1-come il cervello ha imparato a leggere; 2-come il cervello impara gradualmente; 3-quando il cervello non riesca a imparare a leggere.E’ un’occasione per conoscere il processo neurologico della lettura e a comprendere come la lettura che fa meglio al cervello’ sia di gran lunga quella che si applica alla letteratura, dato che tiene attivo il maggior numero di aree ( personaggi, azioni, moventi, risultati, sorprese..)” (in ‘Se la letteratura migliora il nostro cervello’ di Raffaele Simone , La Repubblica 9.1.2010)

 
 


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