Tino Ferrari - Marketing e comunicazione non convenzionale. Guerrilla, virale, polinsesoriale, emozionale
Tino Ferrari
Marketing e comunicazionenon convenzionale.Guerrilla, virale, polinsesoriale, emozionale
Clueb editore 2009
(Pag.172, 18 euro)
Tino Ferrari è Docente di Comunicazione d’impresa all’Università di Bologna ed è stato direttore marketing e comunicazione di Mandarina Duck.
In questo libro il formatore trova una sorta di guida pratica per capire il mondo della pubblicità e del marketing. Gli esempi sono di grande efficacia e si prestano ad essere utilizzati in aula come occasioni di studio. Sono immediatamente riconoscibili e permettono di raccogliere opinioni sul loro funzionamento.
Molte le valutazioni e molte le sorprese, anche per la potenza dei meccanismi di persuasione e di coinvolgimento che queste tecniche permettono.
1-Guerrilla: un approccio creativo al mercato, 2- Guerrilla: advertising e altre tecniche, 3- Oltre l’impresa: ambiti applicativi del guerrilla, 4-Marketing virale, 5- Marketing polisensoriale, 6- Marketing esperienziale –emozionale, 7-‘Nessun dorma!’Contrappunti per gareggiare e vincere.
“Il ‘ guerrilla marketing, termine coniato da Jay Conrad Levinson nel 1982, è un insieme di tecniche di comunicazione non convenzionale a basso costo, che mirano a promuovere un prodotto o un brand, attraverso l’utilizzo di espedienti alternativi, finalizzati a sorprendere il pubblico e ad attirare l’attenzione dei media’.
Un pioniere del guerrilla fu Alfred Hitchcohk che , nel 1972, in occasione del lancio del film Frenzy, fece gettare nel Tamigi un corpo di plastica raffigurante la sua stessa salma” (pag.7)
“Il marketing virale è finalizzato alla realizzazione di prodotti, servizi o comunicazioni commerciali che abbiano in sé la propensione a diffondersi spontaneamente fra le persone come un virus’ (p.67)
“L’obiettivo del marketing e della comunicazione polisensoriale è il coinvolgimento emozionale del consumatore attraverso l’uso dei sensi.’ Su pochi concetti assistiamo ad una convergenza dottrinale e applicativa come su quello dell’importanza di valorizzare la sensorialità nelle diverse forme in cui la vita personale e professionale si manifesta. Ogni giorno, senza alcuna generalizzazione, infatti i mondi della comunicazione televisiva, radiofonica, pubblicitaria, formativa, organizzativa, erfno anche politica ed associativa, richiamano in modo più o meno diretto ed esplicito, i sensi quali meccanismi fondamentali per apprendere e quindi per ricordare’ (in For ottobre 2007, Rivista AIF, ‘Verso una società polisensoriale’ di Pier Sergio Caltabiano) (pag.89)
“E’ ormai consolidato che il consumo deve portare anche ad una gratificazione emotiva. Da questo presupposto sono nate le nuove correnti del marketing e della comunicazione polisensoriale ed emozionale” (pag.125)
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