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Nella NEWSLETTER di Bottega della formazione di SETTEMBRE 2010 si parla di:
1 -Gesti e sguardi
2- ‘Il gesto dell’intervista’
3- ‘Ragionare insieme’ ( progettare incontri formativi sulla filosofia)
4-‘Presenti a se stessi’
5- ‘Cosa impediva di vedere la soluzione ?’
 
In ‘Forma mentis’
Paul K. Feyerabend
Alberto Savinio
 
In ‘Segnalazioni’: 
 
L'Aquila, 22-25 settembre 2010
22° Convegno Nazionale AIF
 
Parma, 22 settembre 2010
“Il valore dell’etica e dell’estetica nell’agire d’impresa” 
 
 

 


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Douglas Hofstadter - Anelli nell’io. Che cosa c’è al cuore della coscienza?

Douglas Hofstadter
Anelli nell’io. Che cosa c’è al cuore della coscienza?

Mondadori 2008
(Titolo originale I am a Strange Loop)
Traduzione di Francesco Bianchini, Maurizio Codogno e Paola Turina
(Pag.508, 22,00 euro)

 

 
‘Quando avevo otto anni il mio cervello reagì all’ascolto del primo movimento del Quinto Concerto Brandeburghese di Bach solista Edwin Fischer. Da allora ho studiato musica e composto una quarantina di brani’ (intervistato da H.Failoni, Corriere della Sera 26.11.08, Bologna).
Questo libro, al pari di una grande musica, provoca reazioni (a cominciare dai titoli)
“Un autore e il suo libro, Prologo: una cortese tenzone.
1-Sulle anime e sulle loro dimensioni, 2- Questo vacillante bulbo di sogni e sospiri,
3-Il potere casuale dei pattern, 4-Anelli , trame e tranelli, 5- Feedback in più riprese, 6- Sui sé e sui simboli, 7 L’Epi fenomeno, 8 Un safari in cerca di strani anelli, 9- Pattern e provabilità, 10- Lo strano anello quintessenziale di Gödel, 11- Come l’analogia crea significato, 12- Sulla casualità verso il basso, 13- L’illusorio luccichio del proprio io, 14-La stranezza è nell’io di chi guarda, 15 Di anelli e bi-anelli, 16-Alle prese con il mistero più profondo, 17-Come viviamo gli uni negli altri, 18- Il bagliore diffuso dell’identità umana, 19- Coscienza = Pensiero, 20-Una cortese contesa, 21- Un breve battibecco con gli Ego-Cartesiani, 22 Un tango con zombie e dualismo, 23- Abbattere un paio di vacche sacre, 24- Su magnanimità e amicizia”.
Da dove cominciare? Libro da sfogliare, soppesare, comprendere e amare.
Una lettura che impegna la mente e l’immaginazione, che impone salite e discese vertiginose, che fa venire voglia di smettere.
E che, una volta ripresa, ricompensa e appaga con la sensazione che nella mente siano arrivati pensieri nuovi.
‘Il motore di tutto questo- la mia passione interiore di fondo- era un ardente desiderio di vedere svelati i segreti dell’attività mentale umana, di giungere a capire come miliardi e miliardi scintillii sincronizzati che si verificano ogni secondo all’interno di un cranio umano permettano a una persona di pensare, di percepire, di ricordare, di immaginare, di creare e di sentire’ (l’autore parla di quando aveva 16 anni e  insegnava a bambini logica simbolica ‘tre volte la settimana per un anno’).
Nato nel 1945, docente di scienze cognitive all’Università dell’Indiana, fisico matematico e musicista, nel 1984 ha vinto il premio Pultzer con il suo Gödel, Escher, Bach : un’Eterna Ghirlanda Brillante. (GEB) it.wikipedia.org/wiki/G%C3%B6del,_Escher,_Bach
‘«GEB è un tentativo molto personale di mostrare come entità animate possano derivare da materia inanimata. Che cosa è l'"io", come una personalità possa fuoriuscire anche dalle cose talmente spersonalizzate come una pietra o il fango?».
Best seller mondiale, in Italia è pubblicato da Adelphi , otto edizioni dal 1984
‘Ogni due o tre decenni un autore ignoto produce un libro di tale profondità, chiarezza, vastità, acume, bellezza e originalità che subito esso viene riconosciuto come un avvenimento di prima importanza :Gödel, Escher, Bach è un’opera di tal genere..La struttura di questo libro è satura di complicato contrappunto non meno di una composizione di Bach o dell’Ulisse di Joyce’ (Martin Gardner, Scientifica American)
 
In italiano sono tradotti altri sui libri : Ambigrammi (1987), L’io della mente( 1992) e Concetti fluidi e analogie creative (1996).
Frasi ricavate dalla pagina conclusiva:
 ‘Alla fine noi, miraggi che si auto percepiscono, si auto inventano, si autoconsolidano, siamo piccoli miracoli di autoreferenza…..
 
Sospesi a metà tra l’inconcepibile immensità cosmica dello spazio-tempo relativistico e il guizzare elusivo e indistinto di cariche quantiche, noi esseri umani, più simili ad arcobaleni e miraggi che ad architravi o macigni, siamo imprevedibili poemi che scrivono se stessi- vaghi, metaforici, ambigui , e a volte straordinariamente belli.
 
D.H è figlio di Robert Hofstadter (1915- 1990), Nobel nel 1961 per i suoi studi pionieristici sullo scattering degli elettroni sul nucleo e per le scoperte conseguenti sulla struttura dei nuclei atomici.
Figlio di immigrati polacchi di origine ebraica entrò nel City College di New York, dove conseguì il B.S. degree magna cum laude nel 1935 all'età di 20 anni.
 
 
 


 

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