Richard Sennett
L’uomo artigiano
Feltrinelli 2009
Traduzione di Adriana Bottini
(311 pagine, 25 euro)
Libro profondo e utile, in particolare per chi lavora come formatore in ambienti lavorativi fondati sulla manualità. Altri due libri concluderanno il suo progetto sulla cultura materiale: Guerrieri e sacerdoti e Lo straniero, con i quali (si propone) ‘di raccontare nel loro insieme una storia intorno alle parole che Shakespeare mette in bocca a Coriolano : ‘Io sono il creatore di me stesso’..
‘Nello scrivere questi libri, mi inserisco in una tradizione di lunga data, la tradizione del pragmatismo americano..Il pragmatismo ha cercato di riconnettere la filosofia alle pratiche concrete delle arti e delle scienze, all’economia politica e alla religione; ciò che lo caratterizza è la ricerca dei temi filosofici che sono inglobati nella vita quotidiana..’ (p.23)
Sennet (1943) insegna sociologia alla New York University e alla London School of Economics. Tra i suoi molti libri, ebbero una particolare diffusione, L’uomo flessibile e il Declino dell’uomo pubblico.
‘Ora che sono vecchio..voglio dimostrare quello che da giovane non sono stato capace di dimostrare ad Hannah Arendt : che le persone possono apprendere informazioni su di sé attraverso le cose che fabbricano; che la cultura materiale è importante. Invecchiando, la mia maestra cominciò a nutrire maggior fiducia nella possibilità che le facoltà di giudizio dell’homo faber potessero salvare l’umanità da se stessa.’
Prologo: l’uomo creatore di se stesso,
A-Gli artigiani : 1-le tribolazioni dell’artigiano, 2-il laboratorio, 3-le macchine, 4-la coscienza materiale;
B- Il mestiere : 5-la mano, 6-le istruzioni espressive, 7-attrezzi che eccitano la mente, 8-resistenza e ambiguità;
C- La perizia dell’artigiano: 9- l’ossessione della qualità, 10- il talento
Per concludere : il laboratorio filosofico.