“Allora, guardate: di quello che abbiamo detto, io vorrei che vi ricordaste due o tre cose. La prima è quella - diciamo- tecnica : una definizione molto bella dell’intelligenza – è la più bella che io abbia trovato – è questa capacità di porre rapporti.
Per molto tempo è sembrato che certe cose non potessero avere rapporti;
per esempio, i suoni e i colori, sembravano due cose completamente diverse,
anche perché noi abbiamo due organi diversi che servono per questi,
abbiamo gli occhi e le orecchie che sembrano staccati.
Cosa è successo in fisica, lo sapete: si è visto che erano sempre vibrazioni.
E quindi quel tale che ha detto ‘Sono sempre vibrazioni’, ha trovato un’uguaglianza tra due cose che sembravano non avere rapporti, ha trovato un rapporto nuovo.
E se era nuovo, nel senso che in passato nessuno lo aveva mai posto prima, come potremmo dire: che lo ha…vediamo se lo ricordate?
(silenzio riflessivo, poi vocina sola forte) ‘Creato!’
Ecco, bravissimo, Alberto. Qualche volta invece troviamo una differenza tra due cose che sembravano uguali, e queste sono le grandi strade attraverso le quali va avanti la scienza..” (p.469)
Commento
‘La capacità di porre rapporti’.La definizione che Ceccato, adattandola da Platone, aveva sempre definito come ‘la più bella’, appare persino povera, nella sua semplicità.
Non è difficile, per quanto è esplicito in questo incontro – e ancora più per quanto è possibile dedurne – che essa è in realtà la più ricca e la più feconda. Sono soltanto un verbo e un sostantivo, che tuttavia costituiscono una specie di ‘liofilizzato’ concettuale, dal quale si esprime tutto ciò che ha portato l’uomo a definirsi sapiens.
Non occorre gran fatica per individuare tutta l’immensa ricchezza di quei due termini: porre, anzitutto, ci riconferma la consapevolezza, prerogativa unica dell’uomo, che i rapporti, come i significati, non ‘esistono’, ma si pongono.
Poi il sostantivo rapporti, che contiene l’intero universo relazionale umano.
Proviamo a farne una sintesi, individuando gli aspetti nei quali il termine si declina:
Personale (…) Interpersonale (.) Scientifico-tecnologico (...) Artistico (…)
(Pier Luigi Amietta)
(a pag.469)
Silvio Ceccato, Pier Luigi Amietta
La linea e la striscia
Il testamento pedagogico del Maestro inverosimile
Franco Angeli 2008
Silvio Ceccato, il ‘Maestro inverosimile’, ha tenuto gli incontri qui raccolti con i bambini della scuola elementare Emanuele Muzio in Milano, insieme a Pier Luigi Amietta, per due anni scolastici (1976-78). Per quasi trent’anni, la registrazione dei dialoghi maieutici , curata da Amietta, è rimasta muto materiale d’archivio.
Essi sono ora pubblicati per la prima volta integralmente , costituendo un autentico evento editoriale: nella trenta lezioni si sostanzia infatti una pedagogia davvero’inverosimile’ per la metodologia innovativa, che costituisce un paradigma didattico a disposizione di insegnanti o genitori attenti che ne vogliano seguire le tracce e aprirne di nuove. Capovolgendo la consueta prassi dei ‘libri dei perché’ - che si prefiggono di dare risposta alle mille curiosità dei bambini - il metodo insegna loro a porre e a porsi le domande giuste. (…)
(Dal risvolto di copertina)