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  Serendipity
Nella NEWSLETTER di Bottega della formazione di GENNAIO 2013 si legge:

Cambiamenti, trasformazioni, nuovi temi. 1-Guardarsi attorno : ‘Copernico a Bologna’
2-Perché Galileo insegnava a Padova?
3-A Sant’Agostino , oggi paese terremotato, era presente una sorta di filiale di vendita presso la Villa Ghisilieri.
4‘A partire dal primo marzo 1781, da Verona partì una ‘lettera circolare’ indirizzata ai maggiori scienziati…
5-Per ricordare le Torri crollate di Finale Emilia auspicandone la loro ricostruzione.

 
Quattro conferenze al Museo Civico Medievale di Bologna, Sala del Lapidario, il 23 e 30 gennaio e il 6 e 13 febbraio 2013, ore 17. A cura del Comitato per Bologna Storica e Artistica, Musei civici d’Arte Antica di Bologna, Assessorato alla Cultura di Finale Emilia e Gruppo di Studi “Fluttuanti-2012”: G.Paltrinieri, A.Pisa, G.Dallolio.
 

 


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De Masi, Il futuro del lavoro


De Masi Domenico
Il futuro del lavoro. Fatica e ozio nella società post-industriale
Rizzoli 1999, lire 32.000 (pag.309)

L'introduzione è aperta da una citazione di Voltaire 'Chi non vive lo spirito del suo tempo, del suo tempo si becca solo i mali'.
L'invito è quello di considerare l'opportunità di 'predisporre una nuova condizione esistenziale in cui studio, lavoro, tempo libero e attività di volontariato possano sempre più intrecciarsi e reciprocamente potenziarsi'.
L'assunto è che 'esiste un cultural gap che induce a interpretare e vivere ogni epoca nuova in base alla mentalità sedimentata nell'epoca che l'ha preceduta'.
In questo caso i valori apprezzati nella società industriale (standardizzazione, efficienza, produttività…) sono molto diversi, e per certi aspetti, opposti ai valori sempre più apprezzati nella società postindustriale (creatività, soggettività, emotività, qualità della vita…).
Il 'futuro del lavoro' l'autore lo descrive con l'immagine di 'Sisifo liberato'.
Sisifo, come Prometeo e come Odisseo, commise il peccato di oltrepassare le colonne d'Ercole della conoscenza, amare la vita, gareggiare con gli dei. Dalla mitologia sappiamo che egli svelò agli uomini i segreti divini, osò incatenare la morte, nutrì una struggente passione per la bellezza dell'esistenza e rifiutò di tornare nell'Ade.
Agli occhi dei greci, terrorizzati dal progresso tecnologico, un eroe tecnologicamente avanzato come Sisifo doveva apparire abominevole e pericoloso….Da qui la sua condanna: fare rotolare una grande pietra sulla cima di una montagna ed assistere al suo rotolamento verso il basso. Così all'infinito.
'Sisifo liberato' significa vederlo in cima alla collina a contemplare le macchine che lavorano per lui.
L'autore, docente di sociologia del lavoro presso l'Università di Roma, propone una serie di riflessioni e di provocazioni 'affinché si possa integrare l'ozio e il lavoro, in modo da creare un continuum, che permetta di accettare fino in fondo le sfide della vita, e di non vergognarci di perseguire l'unico obiettivo che conti davvero: la felicità'.

 
 


 

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