Già nell’improvvisazione confusa del primo incontro si legge il possibile avvenire d’una convivenza. Oggi siete l’uno oggetto della lettura dell’altro, ognuno legge nell’altro la sua storia non scritta. Domani, Lettore e Lettrice, se sarete insieme, se vi coricherete nello stesso letto come una coppia assestata, ognuno accenderà la lampada al suo capezzale e sprofonderà nel suo libro…
Se una notte d’inverno un viaggiatore, Einaudi
L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà ; se ce n’è uno , è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
(Polo al Gran Kan, In Le città invisibili, Einaudi
‘Se un Nuovo Mondo venisse scoperto ora, lo sapremo vedere? Sapremo scartare dalla nostra mente tutte le immagini che siamo abituati ad associare all’aspettativa di un mondo diverso (quello della fantascienza , per esempio) per cogliere la diversità vera che si presenterebbe ai nostri occhi?
Com’era nuovo il mondo, 1976
( in M.Belpoliti, L’occhio di Calvino, Einaudi 2006, p.228)
‘Ma io non credo che la totalità sia contenibile nel linguaggio; il mio problema è ciò che resta fuori, il non scritto, il non scrivibile’.
‘Il mondo esterno è sempre là e non dipende dalle parole, anzi è in qualche modo irriducibile alle parole, e non c’è linguaggio, non c’è scrittura che possa esaurirlo’
Mondo scritto e mondo non scritto
( in M.Belpoliti, L’occhio di Calvino, Einaudi 2006, p.84)
“ Ogni vita è un’enciclopedia , una biblioteca, un inventario di oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili’
Lezioni americane: molteplicità’
( in M.Belpoliti, L’occhio di Calvino, Einaudi 2006, p.41)