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  Serendipity
Nella NEWSLETTER di Bottega della formazione di SETTEMBRE 2010 si parla di:
1 -Gesti e sguardi
2- ‘Il gesto dell’intervista’
3- ‘Ragionare insieme’ ( progettare incontri formativi sulla filosofia)
4-‘Presenti a se stessi’
5- ‘Cosa impediva di vedere la soluzione ?’
 
In ‘Forma mentis’
Paul K. Feyerabend
Alberto Savinio
 
In ‘Segnalazioni’: 
 
L'Aquila, 22-25 settembre 2010
22° Convegno Nazionale AIF
 
Parma, 22 settembre 2010
“Il valore dell’etica e dell’estetica nell’agire d’impresa” 
 
 

 


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Repertorio di parole comuni per creare inserti
Cappuccino e croissant
 
Assedio di Vienna
 
‘La Provvidenza volle che un francescano, il cappuccino Padre Marco di Aviano, al secolo Carlo Domenico Cristori, un ottimo e strenuo difensore della cristianità, fosse presente nella città, raggiungesse l’imperatore Leopoldo che se ne era allontanato per scacciare lo spettro della distruzione della capitale, e prendesse in mano la situazione con la sua splendida energia taumaturgica.
Armato del solo Crocefisso (quale insegna di arma migliore per un cristiano?) si mise alla testa dei Viennesi, richiamò Leopoldo e diede un primo ordine tattico: cambiare vita e fare penitenza, convinto che l’incombente pericolo islamico fosse un castigo per la pessima condotta della corte e dei cittadini.
Inculcò un tale vigore negli animi degli assediati che sorprese i Turchi, oziosi e rammolliti nei loro accampamenti, sicuri che la vittoria sarebbe stata loro inevitabile.
Le preghiere e le penitenze ebbero un effetto insperato, riaccesero gli animi e i Viennesi decisero di riprendere l’offensiva.
L’irruenza del nuovo attacco trovò gli assedianti impreparati; incapaci di riorganizzarsi, scelsero nella fuga precipitosa l’unica risoluzione, lasciando a terra , come si suol dire, armi e bagagli.
Era il 12 settembre 1683.
Le truppe cristiane , dopo avere assistito alla messa con la presenza del re di Polonia Giovanni Sobieski, si erano catapultate nell’accampamento islamico e la ritirata dei Turchi ne fu la puntuale conseguenza.
Padre Marco d’Aviano, che era al fianco del re, procedeva mostrando l’immagine della Madonna, mentre lui imperterrito, avanzava con la croce di legno in mano.
Questa visione suscitò un tale entusiasmo nei soldati da travolgere gli attoniti islamici che, sebbene più numerosi di loro, non fecero in tempo a spiantare l’accampamento: abbandonarono le salmerie intatte, le lussuose tende, l’harem al completo, vettovaglie di ogni genere , 600 giovani cristiani incatenati e destinati a divenire schiavi, tesori e ogni accessorio che potesse mitigare la durezza della guerra, fra cui 10.000 sacchi di caffè;
un’enormità che dimostra quanto i Turchi non potessero fare a meno della bevanda sollecitante.
(…………………)
Nel riconquistato clima di distensione , i cristiani trovarono il modo di prendersi beffe dei Turchi : Padre Giovanni d’Aviano, più che mai consacrato taumaturgo, ebbe l’onore di battezzare il primo nutrirsi dei Viennesi con latte e caffè, coniugati nel nome di ‘die kapuziner’, accompagnato da un dolcetto a forma di mezzaluna.
A disprezzo di un simbolo dei seguaci di Maometto; in Francia si chiamò croissant* e in italiano cornetto.’
(………………………)
 
 
 


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