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  Serendipity
Nella NEWSLETTER di Bottega della formazione di SETTEMBRE 2010 si parla di:
1 -Gesti e sguardi
2- ‘Il gesto dell’intervista’
3- ‘Ragionare insieme’ ( progettare incontri formativi sulla filosofia)
4-‘Presenti a se stessi’
5- ‘Cosa impediva di vedere la soluzione ?’
 
In ‘Forma mentis’
Paul K. Feyerabend
Alberto Savinio
 
In ‘Segnalazioni’: 
 
L'Aquila, 22-25 settembre 2010
22° Convegno Nazionale AIF
 
Parma, 22 settembre 2010
“Il valore dell’etica e dell’estetica nell’agire d’impresa” 
 
 

 


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   Generale

TEATRO D'IMPRESA
TEATRO D’IMPRESA. IL TEATRO NELLA FORMAZIONE: DALLA TEORIA ALLA PRATICA
 
Autori: Renata Borgato e Paolo Vergnani
Editore: Franco Angeli
Collana: AIF (Associazione Italiana Formatori)
Anno: 2007
Pagine: 125
 
Prefazione di Pier Sergio Caltabiano e Paolo Cevoli
Interviste di Sara Rubino
 
Recensione di Giacomo Prati
 
 
Christian Poissonneau è un nome sconosciuto ai semplici appassionati di teatro come a coloro che si occupano professionalmente di questa forma d’arte. A Poissenneau si deve invece la diffusione nel mondo di una metodologia teatrale nata una ventina di anni fa ed in grande espansione: il teatro d’impresa.
Renata Borgato e Paolo Vergnani nel loro libro “Teatro d’impresa. Il teatro nella formazione: dalla teoria alla pratica” si soffermano sulle caratteristiche di questa metodologia. E’ uno dei pochi scritti sull’argomento e già per questo motivo è un’opera preziosa.

Rappresentato per la prima volta nel 1984 a Montreal, in Quebec, il teatro d’impresa raccoglie ampi consensi negli anni ’90 negli Stati Uniti ed in Europa, giungendo in Italia alla fine del secolo scorso grazie soprattutto a Paolo Vergnani.
La metodologia si sviluppa attorno all’utilizzo della metafora come strumento per analizzare, secondo categorie ed elementi precisi, le interazioni sociali, in particolar modo all’interno di particolari contesti organizzativi come l’impresa.
Al pubblico si offre la possibilità di ripensare in maniera ironica ai propri modi di fare e alle strategie più o meno consapevolmente messe in atto per districarsi nel labirinto della quotidianità professionale. È un’occasione per ridere del proprio modo di affrontare la vita scoprendo quanto si è stati furbi in quella situazione, ingenui in quell’altra, coraggiosi in quell’altra ancora.
Il teatro d'impresa è innovativo perché attraverso l'humor, relativizza e sdrammatizza i problemi. Perché rassicura, indica delle soluzioni e toglie le paure. Perché mostrando e rivelando, lo spettatore si riconosce e riconosce  il problema. Perché crea un avvenimento collettivo e divertente che rompe la monotonia.
Aiuta pertanto a riflettere sui propri comportamenti, aggirando le difese e le chiusure che in modo naturale ed involontario uno spettatore/attore ha generato, favorendo così un processo attivo di interpretazione e ristrutturazione della realtà.
Esso infatti, oltre a svolgere una funzione di intrattenimento e animazione, è anche un originale strumento di comunicazione e formazione, in quanto sfrutta il mezzo teatrale nella sua caratteristica principale, ovvero lo stimolo sul piano emotivo, prima ancora che su quello cognitivo.
Il coinvolgimento emotivo garantito dal teatro d'impresa è tale da favorire il superamento di insicurezze e difficoltà, affrontandole positivamente, sdrammatizzando e facilitando l'accettazione di tutto ciò che possa essere visto come ostacolo per il cambiamento.
Le tematiche più tipiche che si concretizzano sul palcoscenico sono quindi di tipo relazionale come il conflitto, la comunicazione, lo stress, la creatività, le dinamiche di gruppo, la leadership, il potere e la gestione del tempo.
E’ una metodologia che permette di mi
 
 


 

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